Cisl Fano, sanità: inesorabile destrutturazione dei servizi territoriali

salus

Mentre per anni si è discusso del nuovo ospedale unico come se la sua realizzazione risolvesse le grave carenze del sistema sanitario della nostra provincia, continua l’inesorabile spogliazione dei servizi sanitari territoriali pubblici a favore della sanità privata.
Mesi scorsi la Csil di Fano denuncio la scomparsa del servizio di fisioterapia e riabilitazione a Fano : ricordiamo che ad oggi per il bacino di Fano l’area vasta non eroga questo servizio ma i cittadino ( costretti pure ad essere accompagnati) devono recarsi o in strutture private ( 30 euro per mezz’Ora di trattamento fisioterapico) oppure vengono dirottati a pergola Fossombrone e Cagli. Di fronte a questo ineluttabile disagio i pazienti o rinunciano alle cure oppure si rivolgono a strutture private.
La Vicenda del trasporto sanitario che finanziato in misura ridotta è stato affidato ai comuni passando da trasporto sanitario a trasporto sociale: ma un cittadino che ricorre alla dialisi o si serve del trasporto sanitario pe altre patologie ben più gravi e invalidanti necessità di un trasporto sanitario qualificato e svolto da personale debitamente formato. Il paradosso di questa vicenda è poi la grave scelta fatta: il trasporto sanitario verrà svolto non da ditte strutturate con dipendenti propri ma da associazioni di volontariato, con l’inevitabile licenziamento di 70 lavoratori. Gravissima scelta sia per la sleale concorrenza (i volontari non sono dipendenti ) e per le gravissime ricadute occupazionali.
E’ come su un comune decidesse di affidare il servizio mensa delle scuola ad una associazione di volontariato
I segnali di destrutturazione del servizio sanitario pubblico stanno continuando. Il comune di Terre Roveresche deve convenzionare con risorse proprie un mezzo (automedica) per l’inefficienza del servizio di emergenza urgenza del suo territorio. il bilancio del regione nel comparto sanità chiude in attivo ma poi un sindaco è costretto con risorse proprie ad attivare un servizio di emergenza urgenza con un auto medica. Dove siamo finiti?
Lungimirante il Sindaco , gravemente deficitaria l’Area Vasta. Non è possibile che il servizio sanitario regionale dell’emergenza urgenza sia sostituito da un servizio comunale!
Molti altri sono i disservizi e il continuo depotenziamento dei servizi ambulatori e dei punti prelievi. In a alcuni casi come a Marotta per un semplice prelievo del sangue è necessario fare tre viaggi: i cittadini di MArotta sono costretti a recarsi a Mondolfo per la prenotazione a Marotta viene effettuato il prelievo e a Mondolfo viene ritirato il referto………sarà mai possibile! Questo incentiva il ricorso ai LABORATORI PRIVATIO NEI QUALI ILSERVIZIO PARADOSSALMANTE COSTA ANCHE MENO DEL SERVZIO PUBBLICO.
L’area Vasta apra immediatamente al confronto con i sindacati sveli realmente il suo modello di Sanità progetti e prima di aprire al Privato come sta avvenendo a Sassocorvaro e Cagli, rafforzi i servizi territoriali ambulatoriali e specialistici, renda omogenea ed efficiente in tutto il territorio la rete dell’emergenza urgenza. Basta con questo inesorabile declino del sistema sanitario pubblico.

Giovanni Giovanelli Responsabile AST CISL FANO