Isola del Piano, patria del biologico apre le porte alla sostenibilità

A Isola del Piano, presso il Monastero di Montebello, si è svolto il terzo appuntamento del ciclo di seminari di #marcheuropa

Il terzo dei cinque appuntamenti itineranti del ciclo di seminari di approfondimento di #marcheuropa 2017, organizzati dal Consiglio regionale in collaborazione con l’Istao (Istituto Adriano Olivetti), ha fatto tappa ad Isola del Piano. All’interno del suggestivo Monastero di Montebello si sono dati appuntamento amministratori, accademici, rappresentanti di categoria, imprenditori, tecnici ed operatori del settore per discutere di sostenibilità ambientale e sviluppo dell’entroterra. Due temi affrontati come fossero un tutt’uno, condizione uno dell’altro, in una regione, le Marche, caratterizzata da un inestimabile patrimonio ambientale e paesaggistico, con radicate tradizioni agricole ed una più recente vocazione per il turismo rurale e le coltivazioni biologiche. E’ sostanzialmente quanto ribadito dal vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Renato Claudio Minardi, aprendo i lavori del seminario: “Il biologico nelle Marche rappresenta un’eccellenza italiana ed è più che una vocazione: è una scelta di valore, capace di coniugare mercato, sostenibilità e salute”. “Economia, innovazione, bellezza e sostenibilità costituiscono il cuore di un modello di crescita che nasce dalle peculiarità e dalla tradizione del territorio – ha poi aggiunto Minardi – In questo senso è significativo che #marcheuropa si riunisca a Montebello, luogo e marchio di riferimento del mondo bio, per affrontare, insieme ad autorevoli studiosi, il futuro dell’agricoltura biologica e sostenibile delle Marche”.

A fare gli onori di casa l’assessore all’agricoltura e al biologico di Isola del Piano, Silvia Cavinato che ha portato i saluti del sindaco Giuseppe Paolini e dell’intera amministrazione comunale, sottolineando la bellezza e l’importanza del recupero di un luogo incantevole come quello che ha ospitato il seminario, il Monastero di Montebello. Il consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea, Boris Rapa, si è soffermato sul valore rappresentato dalle tradizioni rurali marchigiane: “Progetti legati al biologico che ritengo di altissimo rilievo e che riportano in primo piano i valori della terra”.

LE POLITICHE DELLA SOSTENIBILITA’: PARCHI, AREE PROTETTE, AGROALIMENTARE, BIOLOGICO E MODELLO DI SVILUPPO RURALE – Queste le tematiche sviscerate, nel corso della mattina, nell’ambito di quattro diverse relazioni. Prima a parlare Elena Viganò (Università di Urbino) che ha affrontato, nello specifico, le questioni della sostenibilità del sistema agroalimentare marchigiano, dei biodistretti e della valorizzazione delle comunità locali, seguita da Francesca Pulcini (Presidente di Legambiente Marche) intervenuta sugli assetti ed i percorsi di riforma del sistema dei parchi e delle aree protette: “un numero sempre maggiore di cittadini è venuto a conoscenza delle nostre splendide aree verdi”. Di ruralità, intesa come elemento caratterizzante la cultura e la tradizione marchigiana, ma anche come modello di sviluppo futuro ha parlato, successivamente, Franco Sotte della Politecnica delle Marche. Ultima relazione, quella di Giovanni Battista Girolomoni, presidente della cooperativa omonima, che si è soffermato sugli aspetti, anche culturali, dell’agricoltura biologica: “lo sviluppo e l’affermazione del biologico sembrava un’utopia ed oggi è una grande realtà”.

I WORKSHOP. ECONOMIA CIRCOLARE: UN ELEMENTO IN PIU’ – Previsti nel programma di ogni appuntamento di #marcheuropa, i workshop hanno costituito un importante momento di riflessione e confronto. Tre quelli che si sono tenuti nella parte finale della mattinata. E’ stato il tema dell’economia circolare l’elemento aggiuntivo che ha arricchito il dibattito generale sui temi della sostenibilità. Di economia circolare si è parlato in modo approfondito nel workshop coordinato dal consigliere regionale Gino Traversini (presidente della Seconda Commissione consiliare – Sviluppo economico). Il secondo workshop, “Parchi, aree protette e biodiversità”, è stato, invece, coordinato dal consigliere regionale Andrea Biancani (presidente della Terza Commissione consiliare – Governo del Territorio), mentre il terzo su “Sviluppo sostenibile delle zone rurali” dal dirigente del Servizio regionale Politiche agroalimentari, Lorenzo Bisogni.

TAVOLA ROTONDA – Nel pomeriggio spazio ad una Tavola rotonda sulle prospettive dell’agricoltura biologica e sostenibile nelle Marche, in considerazione di tre parametri: i giovani, la multifunzionalità e l’Appenino. Lavori coordinati dal vicepresidente del Consiglio regionale Renato Claudio Minardi con interventi del rettore dell’Università di Macerata, Francesco Adornato, Francesco Torriani, presidente Consorzio Marche biologiche, Maria Letizia Gardoni, delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, e Massimo Sargolini, docente di Urbanistica all’Università di Camerino e responsabile scientifico del progetto “Nuovi sentieri di sviluppo dell’Appennino marchigiano” che vede la collaborazione del Consiglio regionale, i quattro Atenei marchigiani e quello di Modena – Reggio Emilia.

CONCLUSIONI – “Finalmente l’Italia si sta dotando di una normativa specifica sul biologico”. Queste le parole pronunciate dal vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Massimo Fiorio, commentando la speditezza dell’iter di legge concernente il Testo unico del biologico. “Punti salienti del testo sono la promozione del settore, interventi relativi alla formazione, il riconoscimento della filiera, la valorizzazione dei distretti e il rispetto territoriale”. Conclusioni affidate al presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli: “Biologico è l’unica via per le Marche. La qualità è la dimensione giusta per la nostra regione”.

Consiglio regionale Marche (L. B.)