Sanità: i sindaci chiedono perché la Regione non risponde

salus
Michele Storoni, Gabriele Bonci, Stefano Aguzzi e Ferdinando Marchetti

Nella sanità le cose vanno sempre peggio. E il dialogo tra sordi sembra non abbia fine. Questa la sintesi della conferenza stampa che si è svolta nel Municipio di Fossombrone alla presenza dei sindaci Gabriele Bonci (Fossombrone), Stefano Aguzzi (Colli al Metauro), Ferdinando Marchetti (Montefelcino) e dell’assessore Michele Storoni (Sant’Ippolito). <<Continuiamo a ribadire l’assoluta necessità che il reparto di cure intermedie di Fossombrone – hanno ribadito – debba, con tutto il rispetto per le figure professionali che ci operano, essere affidato sette giorni su sette e h24 ai medici ospedalieri, e non a quelli di base, anche per il supporto che potrebbero dare al PAT/ACAP ed agli altri reparti. Al momento il reparto è invece affidato ai medici ospedalieri durante il giorno per cinque giorni a settimana, mentre le notti, il sabato e la domenica entrano in azione i medici di base. Il reparto dovrebbe essere coperto da quattro medici ospedalieri, in realtà ce ne sono solo due>>. La delibera regionale 139 <<prevede per l’ospedale di Fossombrone la realizzazione di ulteriori venti posti di cure intermedie in convenzione con Marche Nord. Di quei posti non si hanno ad oggi notizie. Che fine hanno fatti i venti posti letto di lungodegenza annunciati con enfasi tre anni fa dall’Amministrazione comunale di Fossombrone?>>. La vicenda che appare ancora più strana è che <<alle autorità sanitarie provinciali e regionali sono già state inviate due lettere, una a fine giugno e l’altra a metà settembre, con tutta una serie di richieste, alla prima ha risposto il direttore Fiorenzuolo. Alla seconda nessuno. Non ci sembra un atteggiamento corretto non tenere in alcuna considerazione quattro sindaci che rappresentano 25 mila abitanti>>. Tra le richieste <<quella di un radiografo portatile del costo di circa 20/25 mila euro per garantire il servizio ai pazienti allettati e il funzionamento anche in caso di guasto del macchinario fisso come è già avvenuto la scorsa estate>>. Ancora: <<Vista la presenza di spazi inutilizzati all’interno della struttura avevamo perorato le richieste del dott. Brunori dell’hospice e del dott. Maurizi della riabilitazione estensiva per poter aumentare i posti letto dei due reparti di cinque unità ciascuno. Per fare ciò non sarebbero necessari onerosi investimenti strutturali considerato che sia l’hospice, l’unico esistente nella provincia ed uno dei pochissimi in regione che si prende cura anche di pazienti non oncologici, che la riabilitazione rappresentano due eccellenze>>. Altra dato negativo: << Non ci risulta siano stati potenziati, come richiesto, gli ambulatori specialistici che continuano ad essere operativi in alcuni casi solo una volta al mese!>>. I sindaci esprimono <<forte rammarico per il fatto che in base alle disposizioni nazionali LEA, alcune prestazioni come la magnetoterapia e la laserterapia, dovranno d’ora in poi essere riservate solo ai pazienti ricoverati e non più agli esterni. Ci chiediamo quale sia il motivo se non quello di favorire le strutture private, visto che ciò comporterà maggiori costi per i pazienti e minori entrate per la stessa azienda sanitaria>>.