Noa Pane, giovane artista dall’Accademia di Belle Arti di Urbino espone le sue opere a Montevarchi

Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Museo Civico di Montevarchi, (Arezzo), ospita fino al 28 gennaio 2018 la mostra collettiva “#Giovani scultori al Cassero. Focus sui finalisti del PNA 2015” a cura del direttore scientifico del Museo Federica Tiripelli. Una mostra nel segno dei giovani, dalla curatrice agli artisti fino ai fotografi. Organizzato nell’ambito del progetto regionale “Toscanaincontemporanea2017”, grazie al partenariato tra il Comune di  Montevarchi,  l’Associazione  Amici  de  Il  Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento e l’Associazione  Fotoamatori F. Mochi, l’evento espositivo ha ricevuto il patrocinio delle Accademie di Belle Arti di Torino, Urbino, Bari e Reggio Calabria e il sostegno della “Cooperativa Eco-Energie”. In mostra le opere dei tre scultori finalisti per la sezione scultura del “Premio Nazionale delle Arti (PNA) Claudio Abbado” nel 2015: Noa Pane – vincitrice del PNA nel 2017 -, Leardo Sciacoviello– già assistente di David Mach – e Luigi Scopelliti che affrontano problematiche sociali contemporanee in particolare il tema della violenza nelle varie sfaccettature.

Il percorso espositivo, in tutto sei opere, è allestito nelle sale della collezione permanente del Museo, in un dialogo con le sculture presenti. La mostra non è solo un momento di riflessione sui diversi linguaggi della scultura ma anche sul rapporto con altre forme d’arte come il video, realizzato dall’Associazione MACMA con Pierfrancesco Bigazzi, e le foto scattate da Lorenzo Della Vedova e Sofia Fabbrini, che documentano le opere. Al centro della ricerca di Noa Pane, affascinata dalla meccanica e all’uso di materiali meccanici e industriali di riciclo, ci sono le dinamiche familiari e sociali della donna in tutti i suoi ruoli.  L’artista si interroga su quale sia la sua “funzione” nella società di oggi come evocano gli stessi titoli delle sue opere “Nature in a cage – series constriction” e “Untitled – series constriction 5”. Le camere d’aria compresse nel metallo,  nel legno e nella pietra, sono forze che cercano di espandersi ed uscire dalle gabbie:  allo  stesso  modo,  per  affermare  la  propria  identità  intellettuale,  le donne tentano di liberarsi dagli schemi imposti dalla società, da un modello  a cui da sempre si sono dovute uniformare al fine di essere accettate.

“Noa Pane ci invita soprattutto a riflettere su ciò che genera la violenza, sulle relazioni tra uomo e donna – spiega la curatrice Federica Tiripelli -, sulla condizione di subordinazione e frustrazione che vive il genere femminile in molti contesti familiari e sociali anche in Occidente”.  Nata a Roma nel 1983, Noa Pane studia all’Accademia di Belle Arti di Urbino ed è recentemente stata ammessa al MA Contemporary Art Practice/Performance Pathway  al Royal Collage of Art di Londra. Vincitrice del “Premio Nazionale delle Arti” 2016- 2017 per la sezione scultura, ottiene il secondo posto al “PNA Claudio Abbado” nel 2015; a tali riconoscimenti si aggiunge, tra gli altri, il primo premio “Opere per la tutela ambientale” della Fondazione Pescara Abruzzo Maison des Arts (2017). Ha già al suo attivo due personali, la prima nel 2013 e la seconda nel 2016 mentre dal 2010 espone in varie mostre collettive, tra cui alla Biennale di  Venezia del 2015 nel Padiglione Italia. “#Giovani scultori al Cassero. Focus sui finalisti del PNA 2015”, è una mostra a cura del direttore scientifico  del Museo Federica Tiripelli.  Sarà aperta a Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento, Via Trieste, 1, Montevarchi (Arezzo), dal 22 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018. Orari: da giovedì a domenica: 10-13 e 15-18, aperto anche mercoledì 1 novembre. Chiuso  domenica 31 dicembre e lunedì 1 gennaio. Biglietto (Cassero + mostra), intero 4 euro ridotto 2 euro. Info: tel+39055.9108272-4, www.ilcasseroperlascultura.it  e-mail:  info@ilcasseroperlascultura.it.

Comune di Montevarchi