Noi Giovani Fano: “Costituire un vera Casa delle Associazioni”

salus

Nell’ultimo Consiglio Comunale disertato dall’opposizione avremmo dovuto discutere un documento da loro presentato dove interrogavano per l’ennesima volta l’amministrazione sulla legittimità dell’associazione dei ragazzi del Grizzly. Tralasciando l’ormai manifesto uso strumentale delle minoranze di centrodestra della questione per attaccare la giunta, bisogna evidenziare quello che è la reale problematica della città. Quella del Grizzly non è l’unica richiesta di una sede associativa, sappiamo bene quante siano le associazioni che fanno richiesta di una sede o di un posto dove incontrarsi e svolgere le proprie attività. E’ un problema che va avanti da tantissimi anni e la politica non si è mai interessata a individuare una serie di luoghi pubblici che potessero essere utilizzati come luoghi d’incontro. Purtroppo il tema si è limitato a questo tipo di polemica da certe parti politiche diventando quasi tragicomico. Cosa che ne evidenzia il fine meramente speculativo più che di legalità, volto solo ad un utile elettorale di demonizzazione. L’obiettivo allora dovrebbe essere quello di proseguire quel processo di recupero dei vari immobili esistenti, magari cercando di individuare al più presto una sede di dimensioni adeguate per costituire una vera e propria Casa delle Associazioni. E su questo l’amministrazione sta lavorando, proprio per dare a tutti l’opportunità di usufruire di uno spazio, senza che ci sia bisogno di avere conoscenze politiche, ma per riconoscere un diritto di tutti i cittadini. Inoltre sarebbe opportuna un’ulteriore mappatura degli immobili esistenti, comunali e non, proprio per fare dell’esperienza di quelle associazioni che fino ad oggi hanno recuperato e restituito alla città immobili abbandonati nonchè gli stessi beni monumentali, un vero e proprio esempio. L’esperienza del Grizzly dovrebbe farci riflettere per superare queste situazioni, che non dovrebbero esserci, proprio perchè l’amministrazione dovrebbe offrire gli strumenti per garantire il diritto ad associarsi liberamente. Puntare sulla mappatura e catalogazione degli spazi dismessi e sottoutilizzati della città sarebbe fondamentale per ogni settore: associazioni, eventi, coworking, housing sociale, bandi pubblici. Così come altre attività e sperimentazioni svolte dalle associazioni cittadine, vedi quelle della Rocca Malatestiana, della Darsena Borghese o del Bastione Sangallo, oltre che essere regolamentate, dovrebbero essere un esempio, sia per l’amministrazione che per i cittadini, di riqualificazione e restituzione alla città dei propri spazi, che possono e devono essere rimessi a disposizioni di tutti. Tante altre realtà associative potrebbero dare il loro contributo per riprendersi gli spazi che la città offre e rimetterli a disposizione delle persone.

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