Monte Catria, lavori sulla sciovia: scoppia la polemica

L’attacco del professor Fabio Taffetani dell’Università Politecnica delle Marche e degli ambientalisti, la replica di Francesco Passetti

“E’ iniziata la distruzione del monte Catria”. E’ la frase correlata all’immagine che trovate in questo servizio e che imperversa da qualche giorno sui social d’ogni ordine e grado! A pronunciarla è stato il professor Fabio Taffetani, ordinario dell’Università Politecnica delle Marche (Botanica sistematica) che nella nota Facebook aggiunge:

Il professor Fabio Taffetani

“La foto riguarda il solo inizio dei lavori definiti ‘a impatto zero’, in quanto si tratterebbe del semplice rifacimento di una pista già esistente. Si può facilmente immaginare cosa riusciranno a combinare con la completa realizzazione di un progetto (di oltre tre milioni di euro) approvato e finanziato dalla Regione Marche per realizzare un disboscamento di 2,6 ettari di faggeta (habitat prioritario, tutti compresi all’interno di un’area di interesse comunitario, area sic…) sul versante nord del monte Acuto (massiccio del monte Catria) per realizzare nuove piste da sci… Il progetto comprende due nuove seggiovie, un nuovo skilift, l’ampliamento delle piste, un impianto di innevamento artificiale, un impianto di illuminazione delle piste, la trasformazione della bidonvia in ovovia… Associazioni, politici, semplici cittadini: è il momento adatto per chiedere il blocco immediato dei lavori onde evitare danni non reparabili al patrimonio comune e al futuro turistico della montagna…”. Sulla scia anche una annunciata interrogazione dell’ex assessore regionale Gianluca Carrabs al Parlamento europeo da parte dei Verdi. In mezzo le reazioni della gente comune che si è scatenata in ogni social, in particolare gli ambientalisti.

Il presidente dell’Unione montana del Catria e Nerone e sindaco di Frontone Francesco Passetti

Sulla questione è intervenuto il sindaco di Frontone e presidente dell’Unione montana del Catria e Nerone Francesco Passetti che replica in questo modo: “Sono partiti i lavori dopo un iter di tre anni. – spiega – Nessun albero è stato toccato semplicemente perché si deve sostituire il vecchio skilift datato 1975 con una nuova seggiovia a tre posti”. Passetti prosegue: “Le associazioni ambientaliste sanno da tempo del progetto e hanno avuto anche tutte le delucidazioni sull’intervento in atto. In sostanza sono cominciati i lavori dopo un periodo di tre anni per l’approvazione del progetto da parte della Sprintendenza e degli enti preposti in materia, per una parte del lavoro previsto. Si sostuisce (loc. La Cupa ndr) uno skilift di oltre 40 anni. E in questa zona gli alberi non ci sono più proprio da oltre 40 anni. Nessuno stravolgimento, nessuna pianta abbattuta. Il terreno sbancato che tanto fa discutere è tale per sistemare dei pali, tutto qua. Come sindaco del Comune di Frontone, ente appaltante, mi sono mosso, ovviamente, nel massimo rispetto delle regole e dei permessi necessari”. Passetti conclude replicando anche a Carrabs: “Si riferisce nel suo post a un disboscamento mai iniziato al vaglio della Provincia (e ci vorrà molto tempo per le autorizzazioni) per mettere in tutta siurezza le piste da sci, aspetto fondamentale e necessario. Saranno attuati piccolissimi interventi di riduzione della parte boschiva pari allo 0,1per cento di tutta l’area. Ecco spiegato l’ok dell’Unione montana, ma non ci sarà nessuna morte della montagna. Polemiche inutili quindi”.