Francesco Baldelli, vicepresidente Anci: “Appello ai sindaci per chiedere al parlamento italiano di non ratificare il CETA”

Il CETA, il trattato di libero scambio tra Canada e UE,  che ha come principale effetto l’eliminazione di gran parte delle tariffe doganali, è stato approvato dal Parlamento Europeo nel febbraio 2017, ma ha generato forti divisioni nell’opinione pubblica e nel dibattito politico nazionale. Come denunciato dalle associazioni di categoria degli agricoltori, il provvedimento svende il Made in Italy e mette in ginocchio gli agricoltori italiani.

A tal proposito, il vicepresidente dell‘ANCI e sindaco di Pergola, Francesco Baldelli, ha rivolto un appello ai sindaci per chiedere al Parlamento italiano di non ratificare l’accordo: “Mi rivolgo ai sindaci italiani: chiediamo insieme e formalmente a Parlamento e Governo di non ratificare il CETA, un accordo scellerato che metterà in ginocchio agricoltori italiani e economia dei nostri comuni per favorire le multinazionali”. Baldelli, in qualità di sindaco e vicepresidente ANCI, è sceso in campo per difendere gli agricoltori italiani e quelli delle Marche: “Il Governo italiano, con il via libera all’accordo di libero scambio UE-Canada (CETA) entrato in vigore in via sperimentale nei giorni scorsi, uccide l’agricoltura italiana e distrugge il reddito di centinaia di migliaia di agricoltori. Lasciano esterrefatti le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Martina che sostiene come questo accordo rappresenti un’opportunità per l’Italia, dimostrando come il governo e i suoi ministri abbiano perso il senso della realtà e la consapevolezza dei reali bisogni dei cittadini e dell’economia italiana.

Con l’ok al CETA, infatti, solo le importazioni di grano duro dal Canada, senza dazi, potrebbero passare da 38.880 a circa 100.000 tonnellate all’anno – continua Baldelli – e questo potrebbe portare alla cancellazione della nostra produzione cere-agricola, con grave danno alle imprese agricole d’Italia e in particolare di Marche, Puglia e Sicilia. Compito dei sindaci è difendere gli interessi della propria comunità cittadina e quindi dell’Italia, tutelando le eccellenze e le tipicità del territorio. Lo stesso dovrebbe valere anche per i Ministri della Repubblica e per il Parlamento. Sostenere, come ha fatto il Ministro Martina, che il CETA sia un’opportunità per l’Italia lascia basiti e dimostra come il PD e i suoi esponenti non rappresentino più gli interessi degli italiani ma quelli delle multinazionali. Per questo rivolgo nuovamente un appello ai sindaci italiani alla mobilitazione, per chiedere al Parlamento di bloccare il CETA che metterà in ginocchio agricoltori ed economia italiana”.