Cagli, Petrano arato dai cinghiali, a rischio la fioritura dei narcisi in tarda primavera

salus

Salire al Petrano in questi giorni non ci può non accorgere della notevole devastazione al manto erboso procurato dai cinghiali. Alcune zone dei prati sono state molto danneggiate e presentano buche di una certa dimensione. Questo crea molti dubbi sul ripristino naturale del cotico erboso e se non si interverrà con una celere erpicatura i danni saranno molti di più. Con questa pratica meccanica si consentirà infatti di livellare il terreno arato e ridare la possibilità alle essenze prative di riprodursi in primavera. Se i prati resteranno lasciati in un simile stato, il pianoro non avrà più quell’aspetto naturale di sempre e anche la fioritura dei narcisi, vera attrazione in tarda primavera, verrà meno. Ma in molti si domandano perché quest’anno i cinghiali hanno compiuto simili danni? Il Petrano è diventato una montagna isolata in inverno e nel periodo della caccia consentita per le squadre dei cacciatori è impedito salire per un assurdo divieto di transito da parte della amministrazione provinciale. Chi sale da novembre a marzo incorre in multe salate per un divieto che tutti i residenti da tempo contestano e chiedono di annullare. Questa impossibilità per i cacciatori di arrivare nelle zone del Petrano dove si rifugiano i cinghiali, ha permesso una notevole riproduzione della specie e oggi se ne vedono i danni provocati. Quindi innanzi tutto occorre evitare dal mese di novembre l’assurda chiusura della provinciale che tanti cittadini contestano da anni e prima dell’autunno sistemare le zone con il cotico erboso molto danneggiato se si vuol ridare a questa particolare montagna la giusta dimensione naturale di sempre.