L’ex sindaco di Barchi Marcucci: un errore fondere Megas Net con Marchemultiservizi

Sauro Marcucci ex sindaco di Barchi

<<Sarebbe un errore vendere o fondere Megas Net con Marchemultiservizi – commenta Sauro Marcucci già sindaco di Barchi per diversi mandati – Megas Net è proprietaria delle reti acqua e gas, che erano dei Comuni, e far confluire la proprietà in Marchemultiservizi che fa anche la gestione e che di fatto è controllata da Hera, costituirebbe un monopolio per il quale sorgerebbero anche dubbi di legittimità>>. Aggiunge Marcucci: <<L’interesse di Marchemultiservizi/Hera è evidente in questa partita. Dopo i tanti rinvii delle gare del gas e della gestione dell’acqua ora che i tempi sono stretti e probabilmente non si può più rinviare, chi partecipa alla gara avendo la proprietà delle reti avrebbe un vantaggio competitivo notevole e aggiungo squilibrato in una logica concorrenziale e di mercato. La società Marchemultiservizi è pubblica, ma di fatto gestita da Hera che essendo quotata in borsa deve rispondere ai suoi azionisti applicando logiche prettamente di mercato ed è per questo che alla fine dell’anno gli utili vengono divisi e non reinvestiti>>. L’ex sindaco sottolinea: <<Nei patti parasociali sottoscritti all’epoca tra comune di Pesaro e Hera poi confluiti in Marchemultiservizi, è previsto che l’Amministratore Delegato di Marchemultiservizi venga nominato Hera, quindi nessun Consiglio di Amministrazione nominato dai Comuni può dire o fare nulla sulla gestione, perché quando non si può rimuovere l’Amministratore Delegato si hanno le mani legate. L’amministrazione di Megas Net negli ultimi anni ha fatto grandi passi in avanti con grandi benefici per i Comuni, sviluppando progettualità e investimenti per il territorio e portando i conti della Società da perdite a utili anche consistenti a beneficio della progettualità e investimenti per i Comuni stessi. La costituzione dell’allora Consorzio Megas fu una scelta giusta perché utilizzando fondi nazionali a fondo perduto si portò il metano in quasi tutto il territorio provinciale a costi molto bassi, anche nei Comuni in cui nessuna azienda avrebbe fatto investimenti. Anche ora ci sarebbero tanti investimenti che un’azienda privata non farebbe, penso alla fibra ottica, alla realizzazione di centri di ricerca e tanti altri che porterebbero sviluppo e riequilibrio al territorio e su questi temi l’assemblea di Megas Net dovrebbe confrontarsi e trovare una sintesi nel prossimo piano industriale. Oggi i Comuni al contrario dovrebbero vendere le quote di Marchemultiservizi e chiedere di avviare senza indugio le gare per la gestione delle reti ristabilendo un principio giusto che è la proprietà pubblica degli asset strategici come le reti acquedotto e gas, l’affidamento della gestione mediante gara in un regime di libera concorrenza. In questo caso la parte pubblica determinerebbe le scelte sui beni fondamentali e i livelli di servizio per le popolazioni amministrate, quindi il pubblico avrebbe il ruolo di regolatore dei bisogni del territorio nella sua interezza. Questo tra l’altro è nello spirito delle norme europee recepite dall’Italia oltre dieci anni fa>>.