Elisoccorso notturno, svanisce il piano di una base nell’entroterra

Svanisce la possibilità che l’eliporto di Fossombrone, abilitato anche al volo notturno da tempo e in anteprima nelle Marche, possa essere individuato come base di riferimento per la provincia di Pesaro. Ai chiarimenti chiesti sulla vicenda dal consigliere regionale Piergiorgio Fabbri (M5S) la risposta, della vicepresidente Anna Casini, per l’assenza in consiglio del presidente Ceriscioli, è stata che <<il nuovo contratto per la fornitura del servizio di elisoccorso potrà essere stipulato ad ottobre 2018>>. Si legge in una nota inviata dal sindaco di Fossombrone Gabriele Bonci che <<con il progressivo e inesorabile smantellamento della sanità pubblica che sfocia, soprattutto nelle zone dell’entroterra, nella chiusura di ospedali e nella riduzione dei servizi sanitari, un servizio di elisoccorso costante (H24) in grado di essere attivato anche di notte e in condizioni di scarsa visibilità, diventa ancor più essenziale. E infatti la Giunta regionale, nel luglio 2016, deliberava l’attivazione di questo servizio, inclusa l’individuazione di siti di atterraggio idonei e il finanziamento aggiuntivo per l’esercizio 2017>>. Di fronte al muro del silenzio il consigliere Fabbri <<ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione, nonché assessore alla sanità, chiedendo di spiegare il perché uno strumento di tale importanza necessario a garantire la reale copertura delle emergenze-urgenze sanitarie non sia ancora attivo>>. La conclusione è amara: <<passeranno almeno altri 18 mesi, visto che le promesse iniziali indicavano l’avvio del servizio per febbraio 2017. E nel frattempo si continuano a ripetere i soliti discorsi e le solite scuse senza fare concreti passi avanti. Questi continui rinvii non sono più accettabili, sia perché gli ospedali dell’entroterra non funzionano più, sia perché situazioni già critiche sono state peggiorate dagli eventi sismici>>. Dalle indiscrezioni che trapelano lungo i corridoi della Regione si è appreso che la Regione Marche è pronto ad una svolta imprevista perché potrebbe garantire con il secondo velivolo di stanza a Fabriano il servizio all’Umbria stante la poca distanza in linea d’aria>>. Un aspetto da approfondire ma che non risulta frutto di stregoneria. Stando così le cose ci si trova di fronte all’ennesimo no, di qualsiasi portata esso sia, a legittime richieste dell’entroterra. Sempre più sembra di vivere una realtà da incubo. Più o meno come è emerso anche in occasione dell’ultima assemblea a Urbino dell’Area Vasta.