Alessandri e Piccini incalzano per la chiusura del pozzo Burano, la Protezione civile dice no (per motivi tecnici) e riduce la portata di rilascio a 150 l/s

In riferimento alla situazione di attuale e duratura emergenza idrica, oggi si è riunito il tavolo del Comitato della Protezione civile provinciale al fine di adottare ulteriori provvedimenti a riguardo. I Comuni di Cagli e Cantiano sono tornati alla carica: “Incomprensibile ed inaccettabile è dover essere ricorsi, per oltre 60 giorni, ad un utilizzo cospicuo della riserva idrica strategica regionale del Burano, utilizzo che non trova precedenti nella sua storia nel mix portata/periodo di rilascio, senza che la maggior parte dei 350.000 abitanti della nostra Provincia, abbia cambiato minimamente stile di vita di fronte ad un emergenza idrica senza precedenti. Spiace constatare che il Burano non sia per nulla servito come ultima soluzione per ovviare alla mancanza di acqua per uso idropotabile, ma bensì abbia assolto al compito di garantire quella determinata portata di acqua nel sistema idrico provinciale, affinché tutto continuasse nella normalità, anche se non eravamo e non siamo ancora per nulla in una situazione di normalità idrica.

Tutto questo – aggiungono le due amministrazioni per voce dei sindaci Alessandri e Piccini – per ribadire fermamente che il Burano è stato e deve rimanere esclusivamente riserva idrica strategica regionale, da cui attingere solo in casi di emergenza, e solo dopo che sono state espletate tutta quella serie di azioni (ad esempio diminuzione prelievi, ordinanze e relativi controlli, razionalizzazione idrica, ecc.) volte ad un uso razionale e coscienzioso della risorsa idrica che, dispiace constatare, per nulla è avvenuto, a partire dalle zone con un alto consumo idrico come quelle costiere”. Proprio per questa serie di motivazioni la posizione assunta dai sindaci di Cagli (Alessandri) e Cantiano (Piccini) è stata quella di proporre... “la chiusura immediata, seduta stante, del pozzo del Burano, dato un livello di riempimento degli invasi (73% totale) che ci riporta su parametri di ragionevole sicurezza, ribadendo il concetto che ci si può rivolgere al pozzo del Burano, cosi come previsto da normativa regionale, solo in caso di emergenza idrica e non per ovviare e prevenire possibili criticità del sistema idrico, che in altro modo invece devono e dovranno essere risolte.

Il comitato tecnico di Protezione civile provinciale, in cui ribadiamo la nostra presenza essere puramente consultiva, ha ritenuto però non percorribile la nostra proposta, adducendo motivazioni di natura tecnica, in quanto pur essendo aumentata la percentuale di riempimento degli invasi risulta invece ancora preoccupante la bassa portata in ingresso ai bacini, che con la chiusura del pozzo del Burano si ridurrebbe ancora drasticamente, con il rischio che, in assenza di pioggia, il livello dei bacini idrici scenderebbe di nuovo a livelli di allarme nel giro di pochissimi giorni. Ragion per cui il comitato tecnico non ha disposto la chiusura ma solo il dimezzamento immediato della portata di rilascio del Burano, dagli attuali 300 litri/sec ai 150 litri/sec (operazione da eseguire oggi stesso) con monitoraggio costante del livello dei bacini alla luce anche delle attese precipitazioni di questi giorni.  Si è comunque formalizzata la necessità di riconvocare il tavolo tecnico nel giro di pochi giorni (una settimana, 10 giorni) per arrivare ad una proposta di chiusura definitiva del pozzo, aspettandosi che il livello degli invasi e del sistema idrico provinciale possa stabilizzarsi nel giro di qualche giorno. Il punto su cui si è poi tornati, alla luce anche del lungo periodo di stress a cui è stato sottoposto il bacino idrico del Burano, su rinnovata nostra proposta e fatto formalmente proprio dal tavolo tecnico, è quello di procedere, ad emergenza conclusa, al completamento ed aggiornamento dello studio circa la natura, le possibilità e le criticità del bacino del Burano, di modo che, per i prossimi anni, si abbia un quadro certo e quanto più oggettivo, all’interno del quale muoversi e decidere. Resteremo vigili ed attenti affinché si porti avanti quanto già deciso e che si concretizzi quanto prima, quel piano di investimenti in carico ai gestori, che possa rendere più sicura ed efficiente l’intera rete idrica provinciale e non portarci di nuovo, negli anni a venire, a rivedere un film troppe volte visto e mai risolto”.