Ripristinare nell’area della scuola Filippo Corridoni il giardino realizzato negli anni Trenta

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Una veduta di Fano

Le sottoscritte associazioni chiedono all’amministrazione comunale di Fano di ripristinare nell’area della scuola Filippo Corridoni il giardino realizzato negli anni Trenta dall’architetto razionalista Mario De Renzi, in modo da restituire alla città un complesso scolastico che nella sua integrità originaria rappresenta un esempio di valore internazionale dal punto di vista architettonico e urbanistico. Nel progetto originario l’area in oggetto era funzionalmente connessa con la scuola elementare della quale rappresentava una “proiezione esterna”, secondo una visione apprezzabile ancora a distanza di molti decenni. Nel corso degli anni questo spazio è stato in buona parte distrutto, in nome di un malinteso senso del progresso; grande la responsabilità di chi, invece di proteggerne l’integrità, ha operato una vera e propria mutilazione.  Oggi è possibile e doveroso porre rimedio, seppur parzialmente, al grave errore del passato, come del resto avviene normalmente in altri ambiti; si porta ad esempio il restauro di una tela del Barocci nella quale verrà inserita la porzione rubata, ritrovata di recente, per ricomporre l’opera com’era in origine.

A sostegno, si riportano:

  • lo Statuto comunale che all’art. 9, capo 1, “riconosce i valori ambientali e paesaggistici del territorio con l’assieme del suo patrimonio archeologico, storico ed artistico come beni essenziali della comunità e ne assume la tutela come obiettivo primario della propria azione amministrativa”;
  • la delibera di Giunta comunale di Fano n. 55 del 4 aprile 1956 relativa al distributore di carburante, secondo la quale “Alla scadenza della concessione, o in qualunque momento per qualsiasi ragione la società rinunciasse alla concessione, questa avrà l’obbligo di rimettere in pristino, a sue cure e spese, l’area medesima”.

Si fa inoltre presente che sull’area insiste un altro edificio di maggiori dimensioni e del medesimo periodo storico, l’ex convitto “Vittoria Colonna” da tempo abbandonato, il cui riutilizzo andrebbe necessariamente armonizzato con le strutture esistenti, in particolare con la scuola Corridoni con la quale in futuro potrebbe condividere, oltre all’ingresso su via Montegrappa, anche spazi funzionali alle esigenze scolastiche. Lo sviluppo urbanistico e l’intenso traffico a motore dei giorni nostri hanno “assediato” l’edificio scolastico privandolo del suo contesto, compreso quello sociale che costringe a ritmi di vita spesso insostenibili; sarebbe quindi un errore grave realizzare un altro parcheggio attrattore di traffico, non importa se superficiale o interrato; i parcheggi già realizzati in questa parte della città hanno ampiamente dimostrato che la congestione stradale non solo non viene risolta ma viene addirittura aggravata; in più si registra un livello di polveri sottili che superano ampiamente i limiti consentiti dalla legge; i più esposti sono proprio i bambini della scuola Corridoni che per molte ore sono presenti in quest’area che inevitabilmente anche in futuro continuerà ad essere interessata da un intenso traffico; proprio per questo motivo il giardino dell’arch. De Renzi va ripristinato perché è utilissimo come “tampone” in grado di ridurre la quantità delle sostanze inquinanti che verrebbero invece ulteriormente incrementate da un parcheggio, ennesimo incentivo all’abuso dei mezzi a motore privati. Le siepi e gli alberi, non le automobili, combattono lo smog, migliorano il microclima, aumentano la sicurezza e la vivibilità complessiva della città, anche a vantaggio delle stesse attività commerciali; ed è certo che il ripristino di questo bene pubblico rappresenterebbe un’operazione corretta dal punto di vista culturale, urbanistico ed ambientale e sarebbe apprezzata dai cittadini, in primis dai genitori dei bambini che per anni frequentano l’edificio intitolato a Filippo Corridoni.

Sottoscrivono: Associazione naturalistica Argonauta,
Bartolagi da Fano, Centro Studi Vitruviani, Circolo A. Bianchini,
For.bici FIAB Fano, Italia Nostra, La lupus in fabula, Università dei Saperi