Ferrovie turistiche, quali scenari per la Fano-Urbino?

salus

Il 23 agosto 2017 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la legge che istituisce le Ferrovie Turistiche. Attualmente sono 18 le linee individuate nel Paese che hanno caratteristiche di particolare pregio naturalistico e archeologico: la ferrovia Fano-Urbino è compresa nell’elenco! La legge presentata l’11 giugno 2013 dall’ On. Maria Iacono(PD)  è stata approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati il 24 gennaio 2017. Il 2 agosto 2017, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Delrio, la legge è stata approvata in via definitiva (sempre all’unanimità) dal Senato presso l’VIII Commissione deliberante. La possibilità di creare  sviluppo sociale ed economico tramite le ferrovie turistiche è certificata non solo da un perdurante successo in Europa da oltre 60 anni ma, anche in Italia, dai dati in costante crescita  forniti da Fondazione FS che  dal 2013 organizza il turismo ferroviario con lodevole e sistematica determinazione in collaborazione con  Regioni e volontariato. Per quanto riguarda la ferrovia Fano-Urbino, mentre il provvedimento era in itinere di approvazione, avvenivano  con sorprendente coincidenza due fatti estremamente gravi: l’estirpazione  di 30 metri di binario per la costruzione di una strada nel Comune di Fano e la redazione  di un protocollo d’intesa tra la Regione Marche ed i sindaci di alcuni Comuni  della valle metaurense per la realizzazione  di una ciclabile nel sedime ferroviario. Riguardo al primo fatto:  in questi ultimi anni si assiste al sistematico rilancio di tutte le infrastrutture ferroviarie nazionali (principali, secondarie e turistiche) con notevole impegno finanziario; contemporaneamente  si è aperto un continuo dibattito sulla ferrovia Fano-Urbino tramite una notevole quantità di articoli sulla stampa locale e nazionale e la realizzazione di progetti di ripristino ed utilizzo plurimodale da parte di FVM. E’ pertanto lecito chiedersi perché siano stati divelti i binari senza realizzare l’attraversamento a raso come specificato da RFI-FS. Soluzioni tecniche, anche economiche, per risolvere l’interferenza strada /ferrovia si potevano realizzare eppure non se ne è tenuto conto (volutamente ?). Con l’approvazione della legge Iacono si apre, pertanto, uno scenario aperto a sorprendenti soluzioni. Riguardo al protocollo d’intesa non è difficile comprendere per quale motivo la Regione Marche cercava di anticipare i tempi.
Forse sperava che la legge non fosse approvata? Oppure mediante l’adesione dei sindaci si creava uno “status quo” per  escludere la ferrovia Fano-Urbino dall’elenco dalle ferrovie turistiche? A questo proposito bisogna rimarcare che la regione Marche ha 150 giorni di tempo, dall’entrata in vigore della legge, per richiederne l’esclusione con delibera motivata.
Una tale decisione  rappresenterebbe, comunque, un fatto unico, increscioso ed ingiustificabile che pone le Autorità locali in contrasto con la volontà del Parlamento e del popolo italiano. La Valle del Metauro ha paesaggi, storia, cultura, archeologia, tipicità  e manifestazioni tradizionali uniche e peculiari. Insomma possiede tutto ciò che serve per rendere una ferrovia turistica, con il suo contesto locale, un’ attrazione  nazionale ed internazionale.  Dato per scontato che le altre Regioni interessate dal provvedimento si impegneranno ( ed alcune più lungimiranti ci stanno già riuscendo)  a ripristinare il “sistema”treno nelle loro storiche tratte, crediamo e confidiamo che le Marche siano in grado di fare altrettanto con pari successo per il bene delle sue popolazioni. Per concludere non possiamo non citare ”il sogno” dei sindaci di Fano e Pesaro, sogno riportato nei quotidiani locali pochi giorni dopo l’approvazione della legge: arretrare la ferrovia adriatica e creare così la zona costiera più bella d’Italia tra Pesaro e Fosso Sejore! Ci si chiede ragionevolmente: assieme  alla ferrovia adriatica arretreranno di conseguenza  anche le stazioni, quindi per gli abitanti di Pesaro, Fano, Marotta, Senigallia  dove saranno previste le stazioni ferroviarie? E, soprattutto, con quali costi, con quali disagi?

Associazione Ferrovia Valle Metauro