Martini: “Contratti di Fiume”, un soluzione per tutelare le risorse idriche e non solo

Risorse Idriche  & Contratti di Fiume, un contributo di Endro Martini, geologo, Referente della Sezione Marche della SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) riconosciuta dal Ministero dell’ Ambiente come associazione di protezione ambientale.

In occasione dell’incontro di inizio agosto, nel cortile del Comune di Cagli, in cui si è discusso di “Emergenza idrica, acque profonde e del Pozzo Burano” è emersa la volontà di instituire, finita l’emergenza, un tavolo tecnico di professionisti e di esperti del settore, suggeriti dalle diverse parti e sensibilità coinvolte, con l’obiettivo di rendere quanto più oggettiva ed inconfutabile lo natura dell’ Acquifero e del Pozzo Burano, con le relative potenzialità e/o criticità e relativi effetti sull’ecosistema dell’entroterra. Una questione che riemerge oggi e con forza,  a seguito della severa situazione di crisi idrica che stiamo vivendo. Un tavolo di lavoro che era stato prevista nel Manifesto di intenti del Contratto di Fiume per il Biscubio, Bosso, Burano e Candigliano. Il giorno 8 aprile 2016  infatti, nel firmare il Manifesto, la Regione Marche, la Provincia di Pesaro Urbino, l’ATO1 Marche Nord, l’Unione Montana Catria Nerone, i 7 Comuni della vallata insieme a numerose associazioni locali e regionali (ben  24  tra soggetti stakeholders pubblici e privati) e due Ordini professionali, concordarono sulla necessità di attivare un tavolo dedicato a “Agricoltura, Paesaggio, Boschi, Ecosistemi e Risorse Idriche” stante le numerose prese acquedottistiche per alimentazione idropotabile che sono presenti lungo i fiumi di questo entroterra,  un territorio sede di una fiorente agricoltura che genera prodotti tipici locali di alta qualità, con un paesaggio e dei boschi di grande bellezza che ospita nel suo sottosuolo anche un acquifero strategico regionale di grande importanza per scopi idropotabili, individuato come riserva a fini di gestione di emergenze di Protezione Civile per siccità (carenze idriche), con il Pozzo Burano appunto. Nella nostra Regione Marche sono ormai ben 6 i Contratti di Fiume avviati (Foglia, Esino, Misa, Musone, Aso e Bosso Burano) dove i tavoli di lavoro vedono i soggetti interessati partecipare e discutere per trovare soluzioni condivise. La Regione Marche sta dando il proprio contributo, fornendo informazioni e studi e facendo partecipare i propri funzionari ai lavori dei vari tavoli nei Contratti di Fiume avviati. Anche qui a Cagli e nel nostro entroterra la messa a sistema delle conoscenze sulle acque sotterranee e la definizione di una strategia di medio lungo periodo di gestione integrata e partecipata delle risorse idriche superficiali e sotterranee, potrebbe essere attuata attraverso il “Contratto di Fiume” già avviato, di cui è Capofila il Comune di Cagli, uno strumento ormai talmente diffuso in Italia  tanto che dal censimento fatto dal Ministero dell’Ambiente risultano ben 270 i processi  di CdF avviati con successo.

Endro Martini