Fossombrone: incontri dei genitori sul nuovo assetto scolastico

salus
I sindaci di Sant’Ippolito Stefano Tomasetti e di Fossombrone Gabriele Bonci

Martedì 5 settembre alle 21 i sindaci di Fossombrone e Sant’Ippolito hanno invitato i genitori degli alunni a partecipare, nell’aula magna del I.C. Mercantini, a Fossombrone, alla riunione per chiarimenti sul nuovo assetto e sui nuovi orari alla presenza dei dirigenti scolastici.  << L’accorpamento della scuola primaria e della media a Fossombrone è avvenuto su proposta formale dell’Amministrazione comunale. Al sindaco e alla giunta – scrive la consigliera comunale Elisa Cipriani – avevo segnalato che la decisione avrebbe comportato conseguenze. E’ inutile che sostengano che non è così. Per legge ad ogni istituto spetta un certo numero di bidelli e personale amministrativo. Se nella nostra provincia ci fossero 20 scuole e ogni scuola deve avere 5 bidelli, in totale i posti di lavoro sarebbero 100. Se un istituto chiude, i posti scendono a 95. Nel territorio provinciale 5 posti di lavoro non ci sono più e questo è quello che è successo con l’eliminazione di un istituto scolastico a Fossombrone>>. Altro particolare: <<Le disposizioni regionali degli anni scorsi chiedevano di accorpare gli istituti per formare comprensivi. L’Amministrazione comunale precedente ha sempre cercato di resistere a tale disposizione modulando le classi per mantenere aperti entrambe gli istituti in modo da non perdere posti di lavoro e mantenere funzionanti i plessi di Calmazzo e Isola di Fano. Le disposizioni per il triennio 2017-2020 sono cambiate: non chiedevano più riduzioni perché nella nostra regione ne erano state fatte già in numero superiore a quanto necessario. I 5 Stelle pensavano che unificare servisse per avere un dirigente scolastico stabile. Se c’era un reggente e non un preside fisso era perché il numero dei dirigenti scolastici in tutta Italia da anni è inferiore a quanto occorrerebbe. La giunta comunale ha preso una decisione importantissima ignorando fatti, leggi, disposizioni regionali causando la perdita di almeno 5 posti di lavoro, complicando i compiti del dirigente scolastico che rimarrà e forse con riverberi negativi sull’azione educativa dei bambini>>. Conclude la Cipriani: <<Avevo suggerito di rimandare quella decisione di un anno per verificare se ciò che avevo spiegato poteva davvero verificarsi o no. Purtroppo nessuno è stato a sentire ed è questa la verità>>.