Gruppo Fossombrone per la difesa del territorio: l’opportunità di non perdere il treno

All’incontro del 06/7/2017, presso l’Istituto D’istruzione Superiore L. Donati voluto dal comune di Fossombrone per valutare insieme alla cittadinanza le intenzioni della Regione in merito alla ferroviaria Fano Urbino inserita in un progetto di riattivazione a fini turistici, di tratte ferroviarie dismesse (proposta nel frattempo divenuta legge dello stato), il consigliere regionale Biancani tra l’altro affermava: ”ma che volete che si possa investire in un trenino turistico che sarà operativo al massimo venti giorni l’anno”. Questa affermazione chiarisce qual è la presa di posizione della amministrazione regionale in merito alla linea ferrata Fano –Urbino. Non vogliamo entrare nel merito della redditività della tratta commerciale poiché occorrerebbero dei dati specifici che non abbiamo relativi alla mobilità nella vallata del Metauto, come ad esempio il pendolarismo ma certo è, che, al contrario di 30 anni or sono, da quando è stata dismessa la tratta, esiste una inversione all’uso del mezzo privato a favore di quello pubblico, per svariati motivi: recupero tempi morti di guida e di parcheggio, sicurezza, ecologia e perché no economicità. Ma parliamo del trenino turistico, che al contrario di quanto affermato dal Consigliere, potrebbe essere operativo fino a 365 giorni l’anno invece che 20. Immaginate voi l’enorme bacino d’utenza nei mesi estivi, da Rimini a Senigallia, per aumentare l’offerta turistica ai così detti “bagnanti”; da Natale alla Epifania; a Pasqua; dal ponte del 25 aprile al Primo Maggio; nel periodo del carnevale di Fano e di tutte la maggiori manifestazioni della vallata. Ma si badi bene che trenino turistico significa tutto e niente, è un gran bel contenitore che ha bisogno di essere riempito per funzionare. Ne consegue che tutte le associazioni culturali, le proloco, tutti gli operatori dei settori: artistico,enogastronomico, ambientalistico, turistico, sportivo, le associazioni di categoria relative all’artigianato,, all’agricoltura e chi più ne ha più ne metta, dovrebbero essere attivate per la creazione di progetti, come è stato fatto nel percorso che ha conferito al Parco del Furlo il marchio di Turismo Ecosostenibile. Immaginate che, con il supporto della pubblica amministrazione, ne venga fuori un programma con offerte per tutto l’anno, con le quali, a prenotazione, scolaresche, gruppi o singoli turisti vengano prelevati dai pulmini nelle varie stazioni e portati, dai vari operatori, dentro le aziende agricole per le degustazioni, nei parchi naturali o artistici, botteghe artigiane, musei, ristoranti e tante altre iniziative economiche e culturali che si potrebbero valorizzare o creare. Ciò potrebbe tessere un reale rapporto tra costa e territorio, tra la ricettività costiera e la molteplice offerta dell’ entroterra. Quale grande impulso socioeconomico darebbe al territorio un progetto del genere! Quali vantaggi a livello d’immagine in Italia e non solo! Quanti vantaggi avrebbe la politica a gestire un progetto del genere! Ma la politica, è molto impegnata a gestire il quotidiano e a spartirsi le varie forme di potere locale, nel tempo libero chiude gli occhi per riposarsi ed evita di sognare un futuro migliore.

Fossombrone 25/08/2017
Gruppo “Fossombrone per la difesa del territorio”
Amedeo Evangelisti