Fossombrone, altre donazioni per l’ospedale ma la Regione deve mantenere i patti

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<<La Regione mantenga nei confronti dell’ospedale di Fossombrone quanto deliberato in tema di lungodegenza e day surgery, mentre deve affrontare un’altra emergenza sempre più evidente per il pronto soccorso>> ha sottolineato Daniele Bartolini rappresentante del Comitato pro ospedale e sanità di Fossombrone, che ha consegnato ai medici della riabilitazione estensiva materiale vario di consumo e un tapis roulant, acquistato con la collaborazione del Comune, della Fondazione Monte di Pietà e dell’Avulss ai medici della riabilitazione estensiva. <<Ci saremmo aspettati la presenza del dott. Fiorenzuolo o di qualche altro responsabile della sanità – ha sottolineato il sindaco Bonci nel corso della breve cerimonia – purtroppo prendiamo atto che ancora una volta manca l’occasione per un confronto diretto di fronte alla buona volontà che il Comitato e gli altri enti continuano a dimostrare>>. A fare gli onori di casa il direttore amministrativo Angioni. Tra gli ospiti anche l’on. Ricciatti, i consiglieri regionali Traversini e Talè e il presidente della Fondazione Monte di Pietà Lorenzo Fiorelli>>. Le richieste di Fossombrone troveranno risposta, hanno lasciato intendere i due rappresentanti regionali che hanno rimarcato le difficoltà da superare e i tempi lunghi che si sono determinati nel far fronte alle esigenze legittime. Per il pronto soccorso con particolare riferimento alle aree disagiate è stata chiesta un’audizione al Ministro della Sanità nella speranza che la situazioni si sblocchi. Nel corso del dibattito a più voci è stata ribadita, ancora una volta, l’urgenza di dotare l’ospedale di Fossombrone dei servizi indispensabili: venti posti di lungodegenza e pronto soccorso adeguato per rispondere ai bisogni di una popolazione di 35 mila abitanti tanti sono quelli del comprensorio. In programma anche il potenziamento dell’Hospice ritenuto un’eccellenza da tutti mentre permane uno stallo eccessivo per l’installazione della risonanza magnetica i cui lavori sono stati avviati, subito bloccati e non ancora ripresi. Al Pat (oggi ACAP) non sono stati attivati i due posti letto per l’osservazione.