Comuni e Provincia un accordo per salvare le Cesane

Maldirotte le strade tagliafuoco sulle Cesane

<<Come mai era successo a memoria d’uomo, 230 ettari di bosco sono stati distrutti un mese fa da un violento incendio nel cuore delle Cesane – commenta il sindaco di Isola del Piano Giuseppe Paolini – una ferita così lacerante e profonda rimarrà aperta per chissà quanto tempo ma deve essere per noi lo stimolo a guardare avanti e programmare interventi di tutela e valorizzazione dell’area demaniale. Vogliamo passare dalle parole ai fatti e anche il presidente della Provincia Tagliolini è d’accordo>>. L’annuncio scuote quella sorta di apatia generale, adesso per fortuna solo apparente, che sembrava aver prevalso, ancora una volta su tutto, dopo i voli continui dei Canadair e il lavoro di giorni e notti di decine e decine di Vigili del fuoco e volontari. I punti qualificanti del programma d’intervento partono dalla proposta <<di dare vita a cooperative di giovani, anche collegati con la Fattoria della Legalità, che si impegnano a pulire a cominciare dalle strade mangiafuoco che oggi sono ridotte in uno stato deplorevole. Senza cura di alcun genere non rappresentano, come si è visto, alcuna sicurezza. C’é di più: un Canadair costa, più o meno 14 mila euro l’ora, se si spendessero soldi nella prevenzione si risparmierebbe e si creerebbero posti di lavoro. >>. Le Cesane possono diventare occasione di lavoro tutto l’anno <<ricavando legna, cippato, pellet e commerciando in maniera legale i frutti del sottobosco e la selvaggina, promuovendo in maniera adeguata i sentieri turistici che sono una bella realtà anche questa dimenticata. Il risultato può essere di doppia valenza perché oltre alla cura costante del bosco si determina la sorveglianza in grado di bloccare qualsiasi malintenzionato anche perché credo sia l’ora di dire a voce alta che quando si parla di autocombustione non è proprio il caso di crederci visto quello che è successo un mese fa o che continua ad accadere altrove>>. Il passato ha insegnato molto e rende la realtà odierna ancor più incomprensibile: <<Quando c’era la Comunità Montana del Metauro vigeva un controllo costante delle Cesane con mezzi appropriati e in un clima di coinvolgimento generale. All’insegna dell’entusiasmo c’erano volontari che hanno ottenuto risultati eccellenti. La sentieristica era curata ogni giorno e anche gli arredi in legno delle varie postazioni di sosta e ristoro erano sempre oggetto della loro attenzione. Oggi si registra un abbandono che si tocca con mano nonostante che alcuni dei volontari di allora proseguano nelle loro osservazioni senza però che qualcuno li ascolti come meriterebbero>>. Oggi le Cesane sono territorio di competenza dell’Unione Montana di Urbania in posizione decentrata rispetto a prima senza per questo voler criticare nessuno. Se la Provincia muove i primi passi insieme ai sindaci può dare una svolta non indifferente. In merito si nutre molta fiducia in particolare nell’impegno del presidente Tagliolini e sull’esperienza dell’ex assessore Tarcisio Porto da sempre uomo delle Cesane che necessariamente devono tornare a nuova vita per le tante potenzialità che offrono nonostante tutto