Comune Colli al Metauro, tra capricci e nomine

Giuramento del sindaco Aguzzi

La nascita del nuovo regolamento comunale di Colli al Metauro, deliberato nell’ultimo consiglio svoltosi a Montemaggiore il 27/07/2017, ci ha lasciato abbastanza sgomenti su alcune scelte fatte dalla nuova amministrazione e  giustamente osteggiate dalla minoranza. Tra i tanti vantaggi proclamati dal comitato del SI per la fusione c’era quello di ridurre le spese ordinarie di gestione (ricordiamo 1 consiglio anziché 3, 1 solo sindaco e non più 3, meno assessori e via dicendo). Bene, ma quando si comincia ad inserire figure che prima non erano mai state previste e che ora saltano fuori come “indispensabili”, la cosa lascia abbastanza perplessi, tanto che in campagna elettorale di presidente di consiglio e di staff del sindaco non si era mai fatto cenno. Andiamo con ordine: il presidente del consiglio, il cui compito è fare da moderatore durante le sedute consiliari, è una figura obbligatoria nei comuni con più di 15.000 abitanti e a discrezione nei comuni più piccoli. Benché il sindaco Aguzzi in consiglio abbia dichiarato che ormai non c’è comune che non abbia il presidente del consiglio, a noi risulta che a Montellabate, Fossombrone, San Costanzo, non c’è, ed è lo stesso sindaco che svolge tale ruolo senza ricevere ulteriore compenso, a Fermignano e a Mondolfo, sono stati incaricati dei consiglieri che non ricevono altro compenso oltre al loro gettone di presenza, a Cartoceto, preso come esempio dal nostro sindaco, è stato nominato un consigliere che percepisce un compenso extra ma è stato anche eliminato un assessore che avrebbe avuto un compenso sicuramente maggiore, a Gabicce, c’è ed il suo compenso viene ottenuto stornando parte dei compensi di assessori e sindaco per non gravare sulle casse comunali, l’unica voce fuori dal coro è Vallefoglia dove tanto i soldi ci sono e allora al presidente del consiglio viene attribuito un compenso pari al 25% dello stipendio del sindaco (circa 300-400 euro al mese) . Ci chiediamo, non è il caso di destinare questi soldi ad altri ambiti e non spenderli per una funzione che può essere tranquillamente svolta dal consigliere nominato Maria Giovanna Cenerelli, gratuitamente senza altri oneri a carico del Comune? Confidiamo che una volta deciso di istituire tale figura , non obbligatoria, la nuova amministrazione abbia il buon senso di non farla gravare sulle casse comunale così come avviene in molti altri comuni virtuosi della provincia. Altro punto è la dibattuta figura dello staff del sindaco, già messa in bilancio dalla nuova giunta per 20.000 € l’anno, una figura assunta per svolgere funzioni di collaborazione e segreteria personale del sindaco. Anche in questo caso, è davvero indispensabile tale figura dato che non è presente in comuni anche più grandi di noi? Con le sole forze già in carico non si riesce a prendere due appuntamenti e a fare due telefonate per il sindaco? come avranno fatto mai i sindaci precedenti senza uno staff, è la domanda che nasce spontanea…. Comunque se questa figura deve esserci, siccome siamo noi tutti con le nostre tasse a pagarla, allora riteniamo che la nomina venga fatta secondo bando, con cui vengano stabiliti dei requisiti e a cui tutti i cittadini di Colli al Metauro interessati possono partecipare… ciò che è stato minacciato in consiglio “la persona deve lavorare con me e quindi me la scelgo io” lo troviamo assolutamente fuori luogo e dal sapore vagamente di una “raccomandata”.  Caro sindaco, dal momento che non siamo nella sua azienda ma in una pubblica amministrazione, e lo stipendio all’irrinunciabile collaboratore lo paghiamo tutti noi, la scelta e la nomina devono essere assolutamente pubbliche e tramite bando o concorso.

 Sonia Melfi e gli attivisti del Movimento 5 Stelle ex Saltara