Fossombrone: protesta la Lega Nord. Troppi profughi segregati nelle strutture private

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Yuri Pandolfi, coordinatore della Lega Nord di Fossombrone annuncia per martedì 25, dalle 20 alle 22, una manifestazione davanti al palazzo comunale, contro l’invasione dei profughi. Ci sono stati negli ultimi giorni altri arrivi. In tutto nella cittadina metaurense sarebbero una quarantina i giovani distribuiti sul territorio dalla Prefettura. Con ogni probabilità, sempre che i dati siano esatti, dal momento che in merito tutto sembra avvenire nel più completo silenzio, la quota stabilita in sede nazionale in rapporto al dato demografico dei residenti, è stata di certo superata. Per la Lega Nord <<sono state fugaci le promesse elettorali secondo le quali ci si sarebbe opposti a Fossombrone all’invasione dei profughi. La precedente amministrazione stipulò illusorie convenzioni. Oggi si gettano ombre sull’arrivo di questi “ospiti” segregandoli in strutture private in aperta campagna, lontani dagli sguardi degli stessi cittadini delusi che chiedono chiarezza. Il primo cittadino dichiara di non aver avuto comunicazione degli arrivi in tempi utili per un comunicato informativo>>. Il sindaco Gabriele Bonci ha postato: <<Si informa la cittadinanza che, ad una struttura ricettiva in località Bellaguardia, la Prefettura ha assegnato 18 profughi, ma non ha preventivamente avvisato del loro arrivo nemmeno l’Amministrazione, per quanto fossimo al corrente da un po’ di tempo del fatto che la struttura era stata messa a disposizione. Tempo fa era stato stabilito con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) un numero di 2,5 profughi ogni 1.000 abitanti con un minimo di 6 per i comuni più piccoli, successivamente il Prefetto ha detto che la soglia era da considerarsi ormai aumentata a 4 ogni 1000.  Sommando gli ultimi arrivati, con quelli già ospitati presso i Cappuccini, Fossombrone ha già leggermente superato il numero di 40. Di questo dato ho già parlato con la Prefettura, ma la situazione è in continua evoluzione e l’emergenza è assoluta, per cui sono costretti ad utilizzare tutte le strutture pubbliche e private messe a disposizione>>.