Udc, migliorare la gestione della risorsa acqua

Dopo la riapertura del pozzo del Burano, avvenuta sabato scorso dopo l’incontro del comitato provinciale di protezione civile sull’emergenza idrica in corso, ha voluto dire la sua, attraverso un comunicato, anche la locale sezione Udc di Cagli, attraverso il presidente provinciale Marcello Mei. “Emergenza idrica, ci sono tutta una serie di interventi che possono essere attuati oltre a un’opera di sensibilizzazione e politiche mirate ad una corretta gestione della risorsa acqua: pulire gli invasi in modo da renderli utilizzabili appieno, ma anche progettarne e realizzare altri, una serie di invasi piccoli o medi che possano essere utilizzati in caso di necessità in particolare per le attività agricole ma anche come utili punti di approvvigionamento nel caso di incendi boschivi; sensibilizzare ad un uso parsimonioso e corretto dell’acqua iniziando dalle scuole in ogni ambito effettuando appropriati controlli; incentivare i sistemi di irrigazione a goccia che consentono un risparmio notevole; manutenzione delle tubature per limitare le perdite di acqua; promuovere politiche che incentivino l’utilizzo dell’acqua piovana attraverso il suo recupero con cisterne collegate alle grondaie; sensibilizzare la popolazione e le categorie interessate riguardo la installazione di rubinetti e docce dotati di nebulizzatore che consentono un risparmio di acqua riducendone la portata senza diminuire la pressione; dotare gli scarichi dei bagni della doppia cassetta; per questi ed altri interventi le forze politiche dovrebbero far approvare normative che permettano un risparmio economico attraverso il recupero fiscale come nel caso di pannelli solari o nell’edilizia per le ristrutturazioni, normative che servano per incentivare l’utilizzo di mezzi atti al risparmio. Adagiarsi ogni qualvolta si presenti una crisi sulla soluzione più semplice come accade nella nostra provincia dove si ricorre sistematicamente alla apertura dei pozzi che attingono alle falde profonde è indubbiamente un errore, si tratta di un carico pesante che lasciamo sulle spalle di chi verrà dopo di noi e che si troverà un ambiente sempre più sterile ed impoverito. Fino ad ora in questa calda estate il prelievo dal pozzo Burano, vera riserva strategica di acque profonde era stato scongiurato, ma si ricorre ad esso ormai ogni anno. Se non si comincia veramente a mettere in atto una politica di lotta agli sprechi e di utilizzo razionale e consapevole della risorsa acqua ben presto, visti i mutamenti climatici che si stanno manifestando da diversi anni, il nostro territorio subirà gli effetti dannosi di una mancanza di seria programmazione e di una crisi idrica che sarà causa di danni ingenti alla economia ed al territorio”. Un tema molto delicato quello della gestione dell’acqua e dello sfruttamento del pozzo Burano 2 durante le emergenze idriche, ma a differenza degli scorsi anni, quest’anno la riapertura del pozzo non ha portato a nessun tipo di protesta e manifestazioni da parte della popolazione dell’entroterra, che presa in contrattempo in un caldo fine settimana di luglio è rimasta indifferente dinanzi a questa decisione che altro non è che l’ennesima sottrazione di uno dei tanti diritti e servizi dell’entroterra.