Ospedale, Fossombrone prepara la protesta davanti a Montecitorio

salus

La data è stata fissata: giovedì 21 settembre. Tutti davanti a Montecitorio per manifestare contro il taglio degli ospedali dell’entroterra. Parte da Fossombrone l’iniziativa che dovrà essere la più incisiva possibile e la più trasparente. “Si tratta di denunciare pubblicamente con forza e decisione lo stato di precarietà degli ospedali – si legge in una nota del Comitato provinciale pro ospedali pubblici – l’idea, da noi stessi proposta, a seguito dei contatti con diversi cittadini che lamentano situazioni paradossali, è stata ripresa e rilanciata grazie anche all’impegno del sindaco di Fossombrone Gabriele Bonci contro il dramma dei cittadini delle zone di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, e tante altre, dove non solo il potere regionale marchigiano composto da Pd, UDC e Socialisti, ha chiuso gli ospedali delle tre zone ma  ancor di più ha imposto la distruzione di ogni minimo servizio ospedaliero e di punto di primo intervento, come ben si vede in questi giorni. Si é cercato in ogni modo di far recedere il potere regionale da tali scempi ma invano”.

Gabriele Bonci sindaco di Fossombrone

Il sindaco di Fossombrone ha inviato una seconda lettera al presidente della Regione per denunciare che “Se al PAT non vengono più garantiti nemmeno gli interventi minimi il risultato non potrà che essere quello di lasciare totalmente scoperta il territorio dal punto di vista dell’emergenza- urgenza con la conseguente congestione dei punti di pronto soccorso”. Altra richiesta è quella relativa alla risonanza magnetica: “Perché i lavori iniziati sono fermi da tempo?”. Il reparto delle cure intermedie, nonostante la riduzione da 30 a 13 posti letto, registra posti vuoti. In effetti “diversi pazienti sono ricoverato fuori reparto sia a Fano che a Urbino. Possibile che nessuno di quei pazienti può tornare alla cure intermedie. Infine è assolutamente necessaria la presenza di medici ospedalieri h.24”. Una situazione che per inefficienze varie degrada sempre più. Dalla Regione nessuno ha ancora risposto alla lettera del sindaco di Fossombrone. Conteneva le segnalazioni che tutto nulla procede come dovrebbe.