Fossombrone: la denuncia é chiara, un PAT così meglio chiuderlo del tutto

salus

<<Una signora che si era prodotta una lieve ferita al volto si è portata al PAT, Punto di Assistenza Territoriale (ex PPI) di Fossombrone, chiedendo di essere medicata. Ma la medicazione non s’è potuta fare perché a dire del professionista all’interno dell’ex pronto soccorso, la ferita necessitava di un punto di sutura che al PAT non può essere praticato per cui non rimaneva che portarsi a Urbino. Dopo ore di attesa nel pronto soccorso dell’ospedale feltresco i medici di turno hanno giudicato non necessario il punto di sutura e hanno applicato alla signora un semplice cerotto>>. La segnalazione di Saverio Bossi del Comitato a Difesa degli ospedali pubblici conferma che la situazione sanitaria si fa sempre più problematica ed incerta. Tanto che lo stesso Bossi avanza dubbi sulla reale efficacia del PAT le cui competenze sono in sostanza ridotte all’osso tanto da non poter disporre nulla nei confronti di nessuno se non fare ricorso, per protocollo, ai trasferimenti a Urbino come è già successo e succederà ancora se non intervengono provvedimenti in grado di far tornare la situazione allo stato preesistente. Quello del pronto soccorso è un tema scottante più volte denunciato e oggetto dello stato di mobilitazione preannunciato nella conferenza stampa tenuta a Fossombrone dal Movimento 5 Stelle. Non da meno la lettera al Governatore delle Marche dei cinque sindaci di Fossombrone, Isola del Piano, Sant’Ippolito, Montefelcino e Colli al Metauro. Si direbbe che il continuo tam tam non ottenga riscontri di sorta. In realtà si hanno indicazioni secondo le quali qualcosa sta muovendosi tra le pieghe della politica e della burocrazia. In Regione si dovrà pur prendere coscienza che sono state effettuate scelte non rispondenti ai bisogni della gente. Ciò che sembrava scelta oculata e perfetta sulla carta si sta rivelando un fallimento totale.