Sanità allo sfascio: la protesta dei sindaci

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L’assessore di Sant’Ippolito Storoni e il sindaco di Fossombrone Bonci

Nuovo allarme sanità: i 30 posti letto di cure intermedie dell’ospedale di Fossombrone, a causa delle ferie, sono diventati 13 e pertanto “assolutamente insufficienti e inadeguati – commenta il sindaco Gabriele Bonci –  così come è grave la situazione della mancanza di medici ospedalieri la notte e nei giorni festivi”. A sottoscrivere il documento di protesta indirizzato al presidente della Regione ci sono anche i sindaci Stefano Aguzzi (Colli al Metauro), Ferdinando Marchetti (Montefelcino), Paolini Giuseppe (Isola del Piano) e il vice sindaco di Sant’Ippolito Alessandro Antonioni. Nella conferenza stampa di ieri sera il Comune di Sant’Ippolito era rappresentato dall’assessore Michele Storoni e quello di Montefelcino dall’assessore Paolo Rossi. Tutti d’accordo che “con decorrenza immediata bisogna potenziare i posti letto, provvedere al ritorno dei medici nel reparto di cure intermedie nelle ore notturne e nei giorni festivi perché non tutti i pazienti sono stabilizzati. Urgente è il potenziamento del servizio di emergenza-urgenza perché il PAT non funziona e occorre un PPI che possa garantire un minimo di assistenza e che faccia da filtro per i Pronto Soccorso rimasti che altrimenti saranno sempre più congestionati. Essenziale è potenziare il numero delle ambulanze medicalizzate sul territorio”. Il presidente Ceriscioli è stato “ufficialmente invitato, come già avvenuto a Pesaro e Fano, a partecipare ad un consiglio comunale aperto monotematico concentrato sulla situazione sanitaria provinciale ed in particolare sul futuro dell’ospedale di Fossombrone, da svolgersi nella cittadina metaurense alla presenza dei sindaci firmatari del documento”. Sottolinea il sindaco Gabriele Bonci: “Le nostre richieste sono assolutamente legittime ed indispensabili in quanto come sindaci dobbiamo essere i garanti del diritto alla salute per i nostri concittadini ed allo stato attuale non riusciamo ad esserlo”. Bisogna anche ribadire che “l’ospedale di Fossombrone serve un bacino d’utenza di 30 mila persone un dato del quale non si può non tenere conto”.