Isola del Piano, “l’agricoltura biologica tra mercato e sostenibilità”

L’assessore regionale Casini al convegno: “Qualità e innovazione. dal Psr sostegni agli investimenti di filiera”

Anna Casini

Mercato e sostenibilità, sinonimi dell’agricoltura biologica: un settore in continua crescita a livello europeo, con 268.665 aziende attive e un fatturato superiore ai 25 miliardi di euro. In Italia gli operatori certificati sono 60 mila. Nelle Marche raggiungono quota 2.677 (+10% rispetto al 2015) e coltivano 63 mila ettari di terreno (il 15% della Superficie agricola utilizzata). Anche nei primi mesi del 2017 la vendita dei prodotti biologici è in crescita in tutti i canali di distribuzione. “Oggi il biologico non è più solo un modello di agricoltura sostenibile, ma una realtà economica in espansione. La sfida da vincere è quella di garantire remuneratività”.

Lo ha detto la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, nel corso del convegno “Agricoltura biologica tra mercato e sostenibilità” che si è svolto presso il Monastero di Montebello, a Isola del Piano, nell’ambito di Bioeuropa 2017. “L’economia senza valore non ha futuro e le imprese biologiche hanno già superato la sfida di produrre in modo naturale. Ora devono imporsi sul mercato, puntando sulle filiera per valorizzare la sostenibilità e l’innovazione”, ha aggiunto Casini. Un’opportunità offerta dal Programma di sviluppo rurale (Psr) che sostiene gli investimenti destinati alla produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti. “Puntiamo a collocare il prodotto biologico sul mercato attraverso canali più vantaggiosi e legandolo alla promozione del territorio. Dopo l’esperienza positiva della passata programmazione, anche quella del settennio in corso replica l’approccio collettivo dei progetti di filiera. Sono previsti 31,6 milioni di euro complessivi per l’agroalimentare e i mercati locali. Il biologico ha presentato investimenti per 18,3 milioni, ai quali andranno 8 milioni di contributi, coinvolgendo 354 imprese agricole e 9 della trasformazione”. Secondo la vicepresidente , la scelta operata “è chiara: favorire le politiche agroambientali per compensare gli agricoltori biologici dei maggiori costi di produzione, promuovendo una cultura dell’alimentazione di qualità, legata alla tutela dell’ambiente e a modelli sociali più evoluti.

Ufficio stampa Regione Marche