Fossombrone: il M5S annuncia la mobilitazione per un nuovo piano sanitario

Conferenza stampa 5 Stelle

Reintegro degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro nella rete ospedaliera provinciale per garantire in ciascun nosocomio il Punto di primo intervento h24, un numero adeguato di posti letto pubblici di medicina per acuti, lungodegenza e riabilitazione, attività di chirurgia day surgery, diagnostica e ambulatori. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato nella sala consiliare di Fossombrone la mobilitazione in tutte le piazze per chiedere un’inversione di tendenza in ambito sanitario perché <<la riforma sanitaria voluta dalla giunta regionale ha creato solo caos e disfunzioni senza peraltro un solo euro di risparmio – ha sottolineato il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri – di conseguenza il bilancio è pesantemente negativo e quanto succede non più ammissibile>>. Sono intervenuti anche il sindaco di Fossombrone Gabriele Bonci e Fernanda Marotti. Il documento parla chiaro: <<Il M5S dice basta alla perdita di servizi sanitari pubblici e presenta il documento che verrà diffuso in tutta la provincia. Decolla la nuova campagna nell’area vasta 1 in difesa della sanità pubblica con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di cittadini, amministratori e forze politiche nella richiesta di un tavolo di lavoro per un nuovo progetto di salute regionale che parta da 5 punti irrinunciabili: reintegro degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro nella rete ospedaliera provinciale pubblica, che garantisca a ciascuno di loro il Punto di primo intervento h24, un numero adeguato di posti letto pubblici di medicina per acuti, lungodegenza e riabilitazione, attività di chirurgia day surgery, diagnostica e ambulatori; il potenziamento dei servizi sanitari pubblici e delle attività di prevenzione; contrasto a sanità privata convenzionata (cliniche e/o posti letto) e ad ospedale unico; una rete ospedaliera pubblica per acuti diffusa che garantisca l’emergenza e la restituzione dei 99 posti letto e che sia integrata con l’assistenza territoriale, comprenda e valorizzi tutte le strutture esistenti ed escluda nuove costruzioni finanziate dal privato. Ancora: monitoraggio dei costi e della qualità dei servizi erogati da pubblico e privato>>. La perdita di 99 posti letto per acuti pubblici il depotenziamento dell’ospedale di Pergola <<sono state decisioni sbagliate e insostenibili, che stanno creando innumerevoli disagi a cittadini e addetti ai lavori>>.