Salvatore Borsellino al “Celli” di Cagli: “Mio fratello lasciato solo”

Saraga e Borsellino

Forti e toccanti le parole del fratello del magistrato Paolo Borsellino nell’incontro all’aula magna dell’istituto “G.Celli” di Cagli con gli studenti delle classi quinte. L’incontro, organizzato dall’Unione Montana Catria e Nerone, è stato presieduto dall’assessore con delega all’istruzione e consigliere del Comune di Cagli Rachele Saraga e ha visto la presenza del sindaco di Cagli, Alberto Alessandri, e di molte autorità civili, militari e politiche della provincia. A fare gli onori di casa il dirigente scolastico dell’IIS “G.Celli”, Sergio Lombardi, da anni impegnato a valorizzare l’impegno della scuola sul tema della legalità. Proprio ad un’altra vittima della criminalità organizzata, Giuseppe Fava, assassinato nel 1984, è dedicata l’aula magna dell’istituto. Da dieci anni Salvatore Borsellino, vissuto tanti anni a Milano dove si era trasferito per lavoro dopo la laurea in ingegneria, conduce una battaglia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle collusioni tra Cosa Nostra, ambienti della politica e del mondo imprenditoriale. Ha sottolineato il ruolo prioritario della scuola nel combattere il potere criminale, ma anche la necessità di portare testimonianza su un periodo della nostra storia che i giovani spesso oggi non conoscono.

Ha ricordato l’amicizia tra Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che erano quasi fratelli perché “essere fratelli significa aver condiviso la stessa vita e gli stessi sogni”; ha aggiunto che la scelta di parlare agli studenti è dettata dal fatto “che da voi giovani vengo a prendere la speranza, dai vostri occhi, dai vostri cuori”. Ha messo in guardia le giovani generazioni: “cercheranno di uccidere i vostri sogni, cercheranno di omologarvi”. Salvatore Borsellino ha poi ricordato come “a distanza di 25 anni la verità sull’uccisione di suo fratello non è ancora arrivata” e come “nei primi due processi sulla morte di Borsellino ci sono stati depistaggi”. Il magistrato, ha aggiunto, era “un uomo che voleva servire lo Stato”, ma “pezzi deviati ne hanno provocato la morte”. Le parole di Salvatore Borsellino sono state particolarmente toccanti e hanno suscitato una straordinaria emozione tra il pubblico, soprattutto quando ha ricordato la solitudine del fratello dopo la morte di Falcone. La determinazione del magistrato non venne mai meno, pur nella convinzione che la prossima vittima di Cosa Nostra sarebbe stata proprio lui, che continuava a battersi per estirpare quel “terribile cancro” rappresentato dalla criminalità organizzata. Salvatore Borsellino ha anche raccontato di come, dopo 5 anni durante i quali si era battuto perché il Paese sembrava aver rialzato la testa di fronte alla mafia, nel 1997 aveva perso la speranza  perché “l’indifferenza prevaleva” e perché “lo Stato stava pagando la cambiale di quell’accordo scellerato con la criminalità”. Soddisfatta anche Rachele Saraga, che ha presieduto l’incontro: “Sono molto contenta e orgogliosa della risposta – dichiara Rachele Saraga – che gli studenti delle classi quinta dell’istituto tecnico commerciale, professionale e alberghiero hanno avuto in merito all’incontro con Salvatore Borsellino. Una giornata dedicata a un grande uomo e magistrato Paolo Borsellino che il nostro paese ha avuto l’onore e la fortuna di avere del quale gli studenti cagliesi e non, ne hanno avuto consapevolezza. Pertanto, il mio impegno sarà quello di organizzare nuovamente incontri/eventi sul tema allo scopo di coinvolgere e avvicinare sempre più i giovani”.