Favoriamo la mobilità ciclopedonale nelle città

salus

“L’ubriacatura motoristica” degli ultimi 50 anni ha prodotto molti danni, diretti e indiretti.  Nelle città antiche sono state adottate le stesse regole di circolazione valide per città costruite a misura di automobile; i centri storici non sono più il “regno” di chi va  a piedi o in bicicletta, le piazze e le strade, salvo poche eccezioni,  non sono più luogo d’incontro o “vetrina” commerciale. Ecco quindi sensi unici, parcheggi, divieti, incidenti e tanto altro che penalizza in particolare i ciclisti che, per andare dal punto A al punto B, sono  costretti a lunghi giri o, in alternativa, a infrangere le regole. Per non parlare dei pedoni, talora penalizzati anche da chi va in bicicletta. Così non va bene! In area urbana i veicoli possono ovviamente circolare e sostare, ma  privilegiando le esigenze degli utenti deboli della strada e non viceversa. Per cambiare, una spinta in più può venire da iniziative come quella di domenica scorsa che ha visto a Fano migliaia di bambini insieme ai loro genitori invadere la strada nazionale, per un giorno chiusa al traffico, per giocare, fare sport, imparare, conoscere, ecc. E fa piacere apprendere che i sindaci di grandi città  (Napoli, Milano, Bari, ecc.), in occasione di “Bimbinbici”, l’iniziativa della FIAB a cui domenica 14 u.s. hanno aderito oltre 200 città italiane, si sono impegnati a invertire la rotta a favore della mobilità ciclopedonale. Fano, la “Città dei bambini”, in questo campo è partita  prima,  molti anni fa, e con la “Città da giocare” conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che i tempi sono maturi per  provvedimenti strutturali e non episodici; e bisogna anche chiedersi quanto costa non pedonalizzare gli spazi urbani  in termini di felicità dei bambini, di ore vissute all’aperto insieme ad amici e genitori, di lotta alla sedentarietà, distacco dal mondo virtuale, qualità della vita, ecc. via Garibaldi, di recente liberata dal traffico (e rivalutata anche dal punto di vista immobiliare) può essere l’avvio di un processo, anche graduale, di completa “riconquista” della città. E sarebbe per tutti una bella vittoria vedere i bambini giocare in piena sicurezza tutti i giorni, non una volta l’anno,  in molte vie e piazze della città.

Enrico Tosi