Fenomenologia della raccolta differenziata. Un buon consiglio non si rifiuta mai

In questi ultimi giorni ho trovato un nuovo “lavoro”: consulente alla raccolta differenziata. Sarà perché il condominio dove vivo è abitato soprattutto da signore anziane e perché sono nata qui e mi conoscono quasi tutti, ma sono tante le persone – anziane soprattutto, ma non solo – che mi chiedono consigli su dove buttare cosa. E penso che la stessa cosa stia capitando a tanti.

E’ l’effetto della nuova raccolta dell’indifferenziato “porta a porta”, iniziata a Fermignano a metà maggio. Ora, anche chi differenziava la spazzatura in plastica, carta e vetro, si trova a doverlo fare con maggiore attenzione visto che l’indifferenziata verrà controllata dagli operatori di Marche Multiservizi. C’è anche lo spauracchio di multe salate e della pubblica gogna per chi non differenzia a dovere. Era ora, dicono in molti.

Anche le attività commerciali si trovano a dover rivedere la loro modalità di conferimento rifiuti nei diversi contenitori. Dopo aver comprato il pane, la signora Isolina mi chiede dove vada la carta oleata. “Nell’indifferenziata”, le spiego. Ma il pasticcere Paolo dal laboratorio si affretta a specificare: “Devi dirle ‘nel bidoncino nuovo’, altrimenti fa confusione”.

Perché è vero, tutto quello che è nuovo spaventa un po’ e fa confusione. Soprattutto se il depliant esplicativo di Marche Multiservizi è scritto a caratteri piccoli (le mie vicine ad esempio non riescono a leggerlo bene) e anche le icone colorate non aiutano tanto. Così è più semplice per loro chiedere a me che, a detta loro – e di questo le ringrazio – sono giovane.

Le richieste ricevute stamani: dove va il polistirolo? E la carta e la plastica sporche? E gli escrementi del cane? Veloce controllo l’ABC dei rifiuti per scoprire che gli imballaggi in polistirolo vanno nella plastica, la carta sporca di cibo nell’umido e la plastica sporca va lavata prima di conferirla con la plastica, così come il vetro. E gli escrementi di animali vanno nell’indifferenziata. Difficile spiegarlo alla vicina col cane che li dovrà tenere per una settimana nel bidoncino grigio, magari ben chiusi in un sacchetto di plastica. La vedo ancora poco convinta, ma sono certa che, da cittadina coscienziosa e desiderosa di seguire le regole, lo farà.

Insomma, non è facile e ci vorrà un po’ di tempo per capire bene i meccanismi della raccolta indifferenziata fatta a regola d’arte, ma la comunità si sta attivando per non lasciare solo nessuno e il nuovo argomento che avvicina i concittadini in piazza, nei bar e nei cortili dei condomini, sembra proprio essere il rifiuto, da vedere come risorsa, come dicono gli amministratori. E le risorse, passatemi il gioco di parole, non si rifiutano di certo. Come i buoni consigli del titolo.

La miglior soluzione resta quella di creare meno rifiuti possibili. Personalmente, ho eliminato tanti contenitori di detergenti (come shampoo e saponi) e detersivi (piatti, lavatrice, pavimenti, vetri) scegliendo i prodotti alla spina, meglio se biologici, con un doppio vantaggio: più attenzione all’ambiente (la plastica è il principale fattore di inquinamento del pianeta!) e un occhio al risparmio.