Ospedale Fossombrone. Pat e lungodegenza le emergenze da risolvere

salus
PAT, ex PPI, a Fossombrone

Un altro campanello d’allarme per l’ospedale di Fossombrone. I bene informati sottolineano che il piano ferie è stato programmato con una grave differenza rispetto agli anni precedenti: senza specificare la data del ritorno alla situazione preesistente. Semplice disguido o qualcosa di più problematico? “Si attendono risposte – commentano in seno al Comitato pro ospedale e sanità – mentre si verifica una nuova situazione di stallo visto che non si parla più di nulla come se tutto andasse a gonfie vele ma la realtà delle cose non è proprio così”. Le emergenze da fronteggiare sono due: Pat e lungodegenza. Nel primo caso rimane una situazione nebulosa. Il vecchio ma funzionale Punto di Primo Intervento è stato cancellato. I lavori hanno modificato ciò che esisteva. Sono arrivati diversi arredi ma anche spariti i posti riservati all’osservazione. “Ne servono almeno due – sottolinea il documento del Comitato –  in merito c’erano state rassicurazioni adesso bisogna fare di tutto per ottenerli con certezza”. La situazione è gravemente compromessa e le segnalazioni che arrivano ogni giorno destano forti perplessità. Altro enigma che riguarda è l’attivazione dei venti posti letto di lungodegenza in convenzione con Marche Nord. Sono stati assicurati dalla Regione con tanto di delibera. Bisogna fare di tutto perché diventino realtà. “E’ determinante – si legge in una lettera a più firme inviata agli organi d’informazione – che l’amministrazione comunale rivendichi con forza e determinazione quello che spetta a Fossombrone. Anche a costo di costituire un patto di ferro con la minoranza. Si deve dare vita ad un’intesa comune per il bene di tutti. La battaglia dei distinguo di parte non portano a nulla. Ogni partito coinvolga i propri rappresentanti in Regione perché di questo passo il muro di gomma che ha di nuovo preso vigore porterà solo conseguenze negative”. Un tasto questo che si dovrebbe tenere ben presente. Ogni giorno che passa senza che nulla succeda è tempo perso e irrecuperabile.  Non mancano per fortuna indicazioni consolanti su altri versanti: i lavori per installare la risonanza magnetica articolare sono iniziati. Quasi certo l’arrivo di un bisturi elettronico di ultima generazione per endoscopia. Si prospetta l’aumento dei posti letti di riabilitazione. La presenza dell’anestesista può consentire di qualificare la terapia del dolore. Ciò che bisogna rimarcare però è l’unità d’intenti che deve coinvolgere tutte le forze politiche per la lungodegenza che non può aspettare. Tanta carne sul fuoco ma anche troppo immobilismo.