Colli al Metauro: Paolo Del Moro terzo candidato sindaco

Paolo Del Moro (al centro)

“In questi ultimi mesi qui, nei Comuni di Saltara, Serrungarina e Montemaggiore, sono accadute delle cose che sono andate molto oltre quello che potevo umanamente attendermi. L’ultima di queste cose, la più grave: la fusione imposta. Gli ex amministratori se ne sono fregati della volontà  popolare, chiaramente espressa in uno dei tre comuni coinvolti, e hanno proseguito tirando diritto per il proprio prestigio personale e della fazione politica di cui fanno parte. Di fronte a questa manifestazione di arroganza, prevaricazione, falsità, arbitrio e abuso del potere, ho manifestato fin da subito il mio sgomento e la mia contrarietà. Ho abbracciato ogni iniziativa volta a ripristinare l’ordine delle cose che era stato stravolto ed i diritti violati. Fin da quando è stata approvata la legge che istituiva il comune di Colli al Metauro si è manifestato un grande interesse, da parte di gran parte della popolazione, affinché il PD, colpevole dell’ignominia, fosse punito e si costituisse un fronte civico, più vasto ed armonico possibile, per contrastarlo e sconfiggerlo politicamente. Nel corso dell’inverno è emersa una figura proveniente dalle file della minoranza di un comune vicino, che sembrava potesse essere capace di raccogliere attorno a sé chi si sentiva tradito e sopraffatto dai vecchi amministratori. Sono stati fatti sforzi e lunghi tentativi affinché comprendesse che solo con la collaborazione fattiva di tutte le espressioni del territorio e con L’ASSOLUTA GARANZIA che non avvenissero tardivi ripensamenti o cambi di fronte, la sua vittoria sarebbe stata certa. Non l’ha voluta capire. Non l’ha POTUTA capire. Dimostrando che gli interessi veri di cui si fa portavoce, non solo sono innominabili, ma non ammettono bastoni tra le ruote, e di fatto, lasciando intendere che l’alternativa spesso è peggio del pessimo originale che si voleva sostituire. Di fronte alla scelta obbligata ‘tra il peggio ed il meno peggio’ che mi si parava davanti e che faticavo a distinguere, negli ultimi giorni ho fatto forza su me stesso. Al termine di un lungo percorso, ho deciso di staccarmi dal gruppo M5S di Saltara e di vestire l’abito del CIVICO INDIGNATO E IMPEGNATO. In piena autonomia e coscienza ho scelto di attivarmi, quanto più possibile, per evitare che, nel malaugurato caso in cui l’11 giugno si svolgessero per davvero le elezioni venga lasciato il campo aperto alle due figure che finora hanno manifestato l’intenzione di occuparlo. Tutto questo in un Comune che verosimilmente non esiterà per più di qualche mese, cosa che tutti sanno ma nessuno dice.  Preciso che qualunque mia presa di posizione e le iniziative che prenderò d’ora in poi, sono puramente autonome e slegate da quelle del Movimento 5 Stelle. Nascono dall’esigenza di volere anteporre le questioni dei diritti, dell’onestà morale ed intellettuale e della correttezza, disattese in questi Comuni, all’appartenenza ad un gruppo politico le cui regole, correttissime nella stragrande maggioranza dei casi e molto diverse da quelle dei partiti, si rivelano troppo rigide e poco adatte a fronteggiare situazioni di STRAORDINARIA ANOMALIA e in rapidissima evoluzione, quale quella che stiamo vivendo, in questi giorni, noi cittadini”.

(Paolo Del Moro)