Fossombrone: all’ospedale mancano le provette per le analisi ma non solo

L’ingresso dell’ospedale di Fossombrone

Disfunzioni o disguidi, almeno si spera che tali siano davvero, fanno parlare ancora una volta dell’ospedale di Fossombrone. Ormai dai più ribattezzato “ex”. La denuncia sul web non lascia spazio a molte interpretazioni: “Posso anche condividere l’accusa che mi viene rivolta, da qualche disinformato yes men, di essere un brontolone incallito – posta Paolo Guarducci –  ma è mai possibile tacere di fronte alla vergogna che all’ex ospedale di Fossombrone non arrivino nemmeno le provette per gli esami? Peraltro richieste fin da marzo? E che occorra elemosinarle presso ospedali, per il momento senza ‘ex’. Grazie Ceriscioli, grazie Fiorenzuolo, grazie concittadini addormentati. In poco tempo avete raggiunto i vostri scopi: la distruzione della sanità pubblica. Ma, prima o poi, tocca a tutti”. “In tema di sanità locale – gli fa eco Saverio Bossi – vorrei capire la logica di chi afferma che la Regione non ha completato il suo programma distribuendo medici ospedalieri dove non dovrebbe vale a dire negli ospedali di comunità, creando confusione e spopolando l’ospedale di Urbino che in questo modo non riesce a sopperire alle richieste di cura degli utenti. La matematica non è un’opinione. Se tu mi togli da Fossombrone, Cagli o Sassocorvaro i pochi servizi rimasti portando tutto ad Urbino, lungodegenza e medici ospedalieri, lasciando gli altri presidi alla mercé dei medici di base e guardie mediche tirando cioè la coperta verso Urbino ma lasciando scoperti i territori che comunque sottendono a quello stesso ospedale ottieni solo un aumento di utenti che bussa alle porte del nosocomio feltresco. A quel punto a che serve avere un medico in più o un servizio in più? L’unico modo per risolvere il nostro problema é l’applicazione del sistema sanitario elaborato dal Patto di Piagge che rifiuta l’ospedale unico provinciale per restituire legittimità e funzionalità a tutti gli ospedali con responsabilità tarate e strategiche da garantire a tutti i cittadini della provincia una giusta e adeguata assistenza. La Regione deve rivedere i suoi piani insufficienti”.