Cagli, incontro sull’ospedale organizzato dal M5S: sfiducia contro una Regione che non ascolta

salus

Si è tenuto ieri sera presso il ridotto del teatro di Cagli un incontro pubblico organizzato dal gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle della Rregione Marche. Ha introdotto e coordinato l’incontro Piergiorgio Fabbri, consigliere regionale M5S. Sono stati invitati ed erano presenti l’assessore alla sanità del comune di Cagli Stefano Polidori, il dott. Piero Benedetti ex primario dell’ospedale di Cagli, il segretario del comitato pro ospedale di Cagli Vincenzo Mei, Fernanda Marotti di forum beni comuni e Antonio Cipollini militante del M5S. Si è parlato di quelle che sono state le ultime vicende del nostro nosocomio e delle mosse da intraprendere nel futuro. Fabbri ha ricordato le varie manifestazioni (tra cui quella dell’aprile 2013 a Cagli e le 2 ad Ancona nel 2013 e nel 2016) e le raccolte di firme che sono state fatte, senza purtroppo ottenere alcun risultato. Ha auspicato che venga aperta un’altra fase con proposte e progetti concreti. Polidori, premettendo che l’idea politica dell’amministrazione di Cagli è sempre stata apartitica, ha ricordato come si è sempre cercato da parte dell’amministrazione di costruire e fare proposte concrete, cercando di rimanere all’interno di un quadro normativo. Ha ricostruito le varie tappe che hanno coinvolto l’ospedale di Cagli: nel 2011 Cagli non rientrava negli ospedali da salvare ed è stato inserito nelle ‘case della salute’. Nel 2014, con l’insediamento dell’attuale amministrazione, il Comune di Cagli ha richiesto alla Regione che venissero garantiti servizi minimi ed indispensabili come il mantenimento del P.P.I. h 24, l’ambulanza medicalizzata, il ripristino dei posti letto per acuti ed altri servizi ospedalieri ed ambulatoriali.

A novembre 2015 la dott. ssa Capalbo (ex direttore generale ASUR Marche) – continua Polidori – aveva garantito che si sarebbe andati avanti con le case della salute, ma a dicembre dello stesso anno, all’improvviso con un semplice volantino dell’ASUR senza firma, il nostro ospedale è diventato ‘ospedale di comunità’. Nel concludere Polidori ha ricordato quanto sia importante per il futuro coinvolgere i territori limitrofi per avere un sistema sanitario condiviso e tenere in considerazione i tempi di percorrenza e la vastità del territorio. Molto apprezzato dai presenti è stato l’intervento del dott. Benedetti, da poco andato in pensione, che ha voluto raccontare la propria esperienza maturata in anni e anni all’interno dell’ospedale di Cagli. Da tecnico ha voluto ricordare come, negli ultimi anni, hanno parlato molto di più i politici dei tecnici, che vivono nella propria pelle le varie vicende che si sono susseguite. Inoltre ha illustrato il suo progetto attuativo della riforma sanitaria regionale che purtroppo la regione non ha voluto portare a termine. La parola è passata poi a Vincenzo Mei, che ha detto come purtroppo la voglia e la determinazione delle tante battaglie affrontate per tutelare l’ospedale di Cagli sta lasciando il posto alla demotivazione, perché purtroppo la Regione non ha mai ascoltato le istanze del comitato. Oltre a ricordare anche lui le varie manifestazioni e incontri pubblici organizzati, ha elencato quali sono le richieste dei servizi che il comitato chiede alla regione di mantenere: P.P.I. H 24, POTES MEDICALIZZATA H 24, MEZZI DI SOCCORSO ADEGUATI PER LE AREE INTERNE, 3 MEDICI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE, POSTI DI LUNGODEGENZA POST ACUZIE, DAY SURGERY PER PICCOLI INTERVENTI CHIRURGICI, PIENO FUNZIONAMENTO DEGLI AMBULATORI SPECIALISTICI, DIAGNOSTICA E LABORATORIO ANALISI H 24. Fernanda Marotti si è focalizzata sulla disastrosa comunicazione di questi anni, dove si è parlato fin troppo del famoso ‘ospedale unico’. Ha ricordato come la riforma ha tagliato ben 13 ospedali della nostra regione (tra cui Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro) e che la provincia di Pesaro e Urbino è quella con meno posti letto fra tutte le provincie marchigiane. Ha portato l’attenzione sul privato, che sembrerebbe intervenire per alcuni servizi ospedalieri a Cagli e Sassocorvaro. Inoltre è stato paragonato il nostro sistema sanitario regionale con quello umbro e dell’Emilia – Romagna. La proposta finale – continua sempre la Marotti – è un nuovo piano sanitario partecipato e il potenziamento delle strutture territoriali, che prevedeva la restituzione all’area vasta 1 dei 99 posti letto. Antonio Cipollini, militante del M5S, ha esposto le proposte del movimento per l’ospedale. Dopo questa serie di interventi ha preso di nuovo la parola il consigliere regionale del movimento 5 stelle Piergiorgio Fabbri, che ha elencato gli obiettivi che il movimento vorrà raggiungere, nel caso dovesse governare la Regione dal 2020: una medicina attiva preventiva, una struttura ospedaliera forte, puntare sulla telemedicina e riequilibrare le capacità di cura nella nostra provincia. Al termine dell’incontro si è deciso di stilare una lettera aperta al presidente della Regione Marche, con delega alla sanità, Luca Ceriscioli, accompagnata da una petizione popolare e da una mozione consiliare, per la difesa dell’ospedale e la restituzione dei servizi sanitari eliminati. Subito dopo si è aperto il dibattito con i cittadini presenti all’incontro.