Venerdì Santo, a Cantiano le secolare rievocazione della Turba celebre in Europa

Di seguito una riflessione di Maurizio Tanfulli – presidente dell’associazione culturale Turba – alla vigilia della secolare rievocazione del Venerdì Santo.

Più volte abbiamo accennato alla Turba come ad una tradizione che si rinnova continuamente; un rinnovamento che è nelle strutture, ma anche nei personaggi e perché no, speriamo anche dentro di noi nel dare sempre maggior significato alla giornata del Venerdì Santo.

Favoriti dunque da una “Pasqua alta” e grazie ad una serie di “disponibilità” sia logistiche che di abili maestranze, si sta procedendo alla realizzazione ex novo della scalinata bassa centrale (di dodici m. di lunghezza!) che andrà a completare la serie di pannelli basali già realizzati lo scorso anno. Avevamo un bel vestito, ovvero la scenografia, ma le “scarpe” erano un pochino rimediate. Ora abbiamo colmato questa  sbavatura. Con uno sguardo nostalgico, si può anche aggiungere che le lavorazioni dei palchi tornano, grazie al garage messo a disposizione per il secondo anno da Marco Rosati, in quella “fabbrica” dove uscirono tanti pezzi pregiati per la Turba del dopoguerra. Nel solco dell’inevitabile ricambio di personaggi, anche quest’anno si annoverano congedi di ruolo piuttosto significativi. Un rinnovamento che coinvolge numerose persone che ringraziamo senza distinzione alcuna; ognuno poi, in cuor suo, sa quello che ha ricevuto e che ha dato; il nostro auspicio è quello di non perdere nessuno consapevoli che, se vorranno, troveranno un altro ruolo ove poter dimostrare il loro affetto e la loro vicinanza.

L’ultimo aspetto che ci piace rimarcare, è l’operazione di messa a dimora di altri due olivi presso i giardini pubblici, avvenuta pochi giorni or sono. Due piante di oltre cinquant’anni gentilmente donate dalla curia di Gubbio. Un’azione che ha visto il coinvolgimento diretto dell’associazione Turba e dell’amministrazione comunale, subito pronta ad agire con massima collaborazione.

L’operazione assume un significato particolare, che si traduce nell’adattamento di un luogo pubblico, quali sono i giardini, a luogo della Turba. In questo senso trova sempre più attinenza la frase che mons. Pietro Bottaccioli, che ricordiamo a pochi mesi dalla sua scomparsa, disse a proposito della Turba “che fa di Cantiano la Gerusalemme della nostra diocesi”. Colgo infine l’occasione, a pochi giorni dall’evento, per serrare le fila in ogni comparto, uniti ed   impegnati al massimo, per rinnovare un sentimento comune. E allora che sia una bella Turba e una buona Pasqua per tutti”.