Guardie Ecologiche Volontarie: “Modificare la legge sulle competenze”

salus

“Nelle Marche bisogna modificare la legge sulle competenze delle GEV, Guardie Ecologiche Volontarie. La proposta è già stata portata in commissione la scorsa legislatura ma tutto si è arenato”. Giuseppe Dini coordinatore regionale delle Guardie Volontarie del WWF Marche critica le proposte della Giunta regionale “di aggiornare ed estendere le competenze delle Guardie Ecologiche Volontarie relativamente alle fasi dell’intero ciclo dei rifiuti mentre prima erano previsti il solo smaltimento, la tutela degli animali di affezione e di animali e piante non autoctone. Si elimina il controllo delle cave in quanto richiede competenze tecniche specifiche non in possesso delle GEV. Nell’articolo definitivo della proposta si evidenzia che le GEV, pubblici ufficiali, segnalano le infrazioni rilevate e precisano, ove possibile, le generalità del trasgressore. In verità, in quanto pubblici ufficiali, come confermato dal Ministero dell’Interno, dobbiamo accertare l’infrazione così come prevede la legge 689/81 e come era già contenuto nella stessa legge regionale”. La normativa dell’81 cita espressamente che “i pubblici ufficiali addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica ma su questo fronte la Regione Marche proprio non vuole ascoltarci”. Con la semplice segnalazione “torneremmo alle cosiddette ronde ecologiche, oggi non più presenti. Si trattava di volontari attivati nel 1990, senza una benché minima copertura giuridica, se non quella di essere ‘gli spioni di turno’ con tutte le conseguenze che ne sarebbero potute derivare”.  Se la Regione non si muove nelle direttive suggerite “saremmo legittimati a pensare che non tiene alla tutela dell’ambiente”.