Ospedali di comunità sempre più nel caos

“Negli ospedali di comunità bisogna sospendere ogni iniziativa che possa generare criticità nell’erogazione dell’assistenza in attesa di un incontro con le rappresentanze sindacali”. Le motivazioni sono scritte in una lettera al direttore generale Asur, a quelli di Area Vasta e alle organizzazioni sindacali da Lucia Di Furia, dirigente regionale del Servizio Salute. “A seguito della riunione del Comitato Regionale della medicina generale si è preso atto delle complessità applicative periferiche dell’accordo del 2016. In particolare si fa riferimento al ruolo e alle competenze dei medici appartenenti all’Area delle Cure Primarie, alla necessità di regolamentare i raccordi tra i medici di medicina generale e le altre figure sanitarie e all’opportunità di definire le situazioni in cui sono presenti moduli con un numero superiore a 10 posti letto”. Sorge legittimo il sospetto che siano stati fatti nascere gli ospedali di comunità senza il necessario riscontro organizzativo preventivo. Un caos. Lo stesso che si registra dal primo aprile nel nosocomio di Fossombrone tanto per fare un esempio che sembra valere su più vasta scala. Dal lunedì al venerdì Pat (Punto di assistenza territoriale) chiuso dalle 20 alle 8 del mattino successivo. Sono attivi il 118, un medico internista e la guardia medica. Il sabato dalle 8 alle 20 non scende nel Pat il medico in servizio nel reparto. La domenica il medico internista non c’è anche se è reperibile. Nel Pat è presente il medico del 118 sempre che non sia fuori per urgenze. Rimane la guardia medica le cui competenze risulterebbero limitate. Nello stesso Pat non c’è un solo posto letto di osservazione. Lo stesso vale per Cagli e Sassocorvaro. L’unica possibilità per chi ha bisogno in qualsiasi momento o situazione è allertare il 118. In situazioni particolari, come è già avvenuto, bisogna ricorrere ad altre postazioni. Quella di Calcinelli è dotata però solo di infermieri. Il risultato è che la delibera 139, di cui tanto si è parlato, risulta all’atto pratico completamente travisata. Di ciò che si era parlato, promesso e anche scritto restano solo le buone intenzioni. Spetta al sindaco scendere in campo in modo deciso. Senza che ne sia stata data comunicazione ufficiale risulta che il primo cittadino di Fossombrone si sia già portato in ospedale per l’ennesimo sopralluogo. La situazione è sempre più preoccupante.