Fossombrone, il mistero della Rems. Contestata e diffidata, è in fase di ultimazione

La Rems a Fossombrone è stata quasi completata

Sempre più misteriosa la storia della Rems, residenza per detenuti psichiatrici, a Fossombrone. Nonostante le tante prese di posizioni contrarie la struttura è quasi ultimata. Ci si chiede che fine faranno le diffide e le richieste di risarcimeneto.  Il Comitato a difesa dei Diritti ha consegnato gli esposti penali relativamente “alle presunte irregolarità urbanistiche riguardanti la realizzazione della struttura alla Procura della Repubblica di Urbino, alla Procura Generale di Ancona e alla Corte dei Conti”. La decisione è stata assunta “a fronte dei mancati provvedimenti che né la responsabile del settore urbanistica del Comune di Fossombrone, né il sindaco hanno inteso adottare nonostante le numerose istanze scritte, ribadite nelle assemblee pubbliche e, da ultimo, nell’incontro con lo stesso primo cittadino e alcuni assessori. I provvedimenti richiesti avrebbero dovuto consistere nell’emettere ordinanza di sospensione lavori e nel disporre l’annullamento del titolo unico del permesso a costruire”. Il Comitato sottolinea che “la posizione dell’Amministrazione comunale è stata da ultimo definitivamente esplicitata tramite una nota a firma congiunta della responsabile del servizio e del sindaco, in risposta alla diffida del Comitato, ove è stato affermato, sulla base di non condivisibili interpretazioni del PRG comunale, che non sussistono irregolarità urbanistiche nella realizzazione della Rems. Qualora le irregolarità segnalate fossero invece confermate anche dalle Procure competenti, si configurerebbe un danno erariale ingente con responsabilità che, stante le posizioni assunte, potrebbero essere attribuite anche all’Amministrazione comunale”. Dal rione di Borgo Sant’Antonio sono state notificate le diffide perché “Chi abita al Borgo ed è proprietario di un appartamento o di una casa vedrà notevolmente ridotti i valori dei proprio beni.  A causa della Rems a ridosso dell’area residenziale. Si tratta di una struttura sanitaria. Per la quale non é prevista sorveglianza esterna da parte delle Forze dell’Ordine che intervengono solo su chiamata per situazioni d’emergenza che possano verificarsi”.