Lanzi e Moneti lanciano gli “Ultimo Binario” domenica al teatro di Cagli

salus

Ci siamo. A distanza di 4 anni dall’ ultimo lavoro, Ultimo Binario presenta “Pioggia” il suo nuovo album. La band marchigiana, che nel 2012 ha ricevuto dal ministero della cultura un riconoscimento come “Gruppo di interesse Nazionale” in 9 anni di attività ha all’attivo oltre 200 concerti su tutto il territorio nazionale, diverse pubblicazioni (questo sarà il terzo album, ma negli anni la band è più volte uscita presentando dei singoli) e tantissime collaborazioni con artisti di grande spessore. Questo disco che vede la produzione artistica di Luca Lanzi della Casa del Vento e di Francesco Moneti, violinista dei Modena City Ramblers. Appuntamento domenica 2 aprile alle ore 17 al Teatro Comunale di Cagli. Doverosa una chiacchierata con due protagonisti del progetto, Lanza e Moneti. Per loro quattro domande all’unisono:

1 Come definisci questa esperienza di produzione artistica e cosa ti lascia?

2 Qual è il messaggio che Ultimo Binario porta con questo nuovo disco?

3 Quali sono i punti forti di Ultimo Binario e quali invece gli aspetti sui quali la band deve crescere?

4 Quali e quante sono le potenzialità di Ultimo Binario e come la vostra collaborazione potrà evolvere in un futuro prossimo?

Moneti

1 Ogni produzione artistica è un piccolo grande viaggio. Ho trovato un gruppo di persone eterogenee ma complementari, disposte a farsi guidare ma anche a dire, giustamente, la loro opinione rispetto al materiale trattato. E’ una bella esperienza, umana ed artistica.

2 Un interessante lavoro che tratta temi importanti ed attuali, come ad esempio certe assurde resistenze e chiusure rispetto alla liberà sessuale. Un cd che invita a viaggiare ad aprire le menti e a viver e il nostro tempo ma con ricordi legati al passato come nel brano “Morire per  vivere”, uno dei brani più toccanti di “Pioggia”.

3 Il punto di forza della band credo sia la varietà della composizione. Vi sono prevalentemente tre compositori nella band, ognuno con un stile ben definito. Il punto debole paradossalmente è lo stesso. A  volte le differenti composizioni si amalgano bene, a volte ci può essere il rischio di un po’ di schizofrenia o meglio di disomogeneità. Un altro punto migliorabile è quello prettamente tecnico,”artigianale”, anche se adesso sono molto più compatti rispetto anche solo a qualche mese fa.

4) Credo che gli Ultimo Binario possano dire la loro nel panorama folk italico che, sinceramente negli ultimissimi anni, non ha prodotto band fenomenali, a mio avviso. Spero che dopo l’uscita di “Pioggia” possano intraprendere un tour per lo stivale e farsi un po’ d’esperienza live, solo così si migliora. Per quanto riguarda la nostra collaborazione se ci saranno le occasioni per costruire un concerto o una serie di concerti con me e Luca, il duo etrusco sarà ben felice di partecipare!

Lanzi

1 E’ stato interessante vedere come la band lavora, e in base a quello, io e Francesco abbiamo cercato di inserirci con i nostri punti di vista e le nostre sensazioni. E’ stato stimolante perché ci siamo mossi non solo sul piano prettamente musicale, ma anche su quello umano, cercando di contribuire a quello che volevano trasmettere. Per me è stato formativo.

2 E’ un messaggio di sincera umanità, che di questi tempi non fa mai male. Storie del passato e impegno per il presente ed il futuro condito con qualche idealismo ed utopia. C’è nelle loro canzoni, la ricerca di armonia, la visione di un modo diverso di vivere e un mondo diverso da raggiungere.

3 I punti forti sono la voglia di comunicare tante idee e significati. I punti deboli forse il fatto che questo desiderio di esprimersi a volte corre troppo. Bisogna sempre essere obiettivi con se stessi, a volte vale la pena cambiare le carte in tavola di una canzone, ma è un po’ ciò che abbiamo fatto io e Francesco nel lavoro di produzione.

4 Considero questo album come un passaggio importante per la band che la può portare a nuove esperienze. Certo è difficile oggi trovare gli spazi giusti, ma nella Marche vi sono ancora luoghi per poter suonare e crescere e piano piano si potrebbero aprire nuove strade anche lontano dalla regione. Noi diciamo che da cosa nasce cosa, io e Francesco ci facciamo coinvolgere volentieri in percorsi che riteniamo interessanti, per cui le nostre strade si potranno incrociare nuovamente ed evolvere in qualcos’altro.