Ex amministratori di Montemaggiore al Metauro: “Al Tar non ci sono stati né vinti, né vincitori”

Il presidio in Comune

Gli ex amministratori comunali di Montemaggiore al Metauro contestano la versione del Movimento Montemaggiore (R)esiste sul quanto avvenuto al Tar il 24 marzo: “Per dovere di cronaca ma anche di correttezza nei confronti di tutti, ci preme puntualizzare alcune cose relativamente a ciò che è successo al Tar Marche lo scorso 24 marzo, in merito al ricorso presentato da Montemaggiore (R)esiste, e dimostrare che quanto dichiarato nel comunicato della presidente del comitato Mariagiovanna Cenerelli è palesemente contrario con quanto realmente accaduto. L’associazione Montemaggiore (R)esiste ha presentato, come noto a tutti, ricorso con istanza cautelare al TarMarche avverso il processo di fusione. In questi mesi i ricorrenti hanno più e più volte affermato che l’istanza cautelare, in attesa del giudizio di merito, fosse necessaria per ottenere la sospensione dell’ente al fine di limitare i poteri del commissario prefettizio e di conseguenza i danni che l’ente poteva causare. L’udienza cautelare tanto attesa si sarebbe dovuta tenere il 24 marzo 2017. Ma non c’è stata perché i legali di Montemaggiore (R)esiste hanno rinunciato all’istanza cautelare e quindi alla sospensione degli atti impugnati rimandando l’analisi del ricorso al 12 maggio. Infatti la rinuncia all’istanza ha impedito al TAR qualunque tipo di valutazione sia  sull’ ammissibilità che sulla fondatezza dello stesso. QUESTO E’ QUANTO REALMENTE AVVENUTO IL 24 MARZO PRESSO IL TAR MARCHE. RINUNCIARE ALLA SOSPENSIVA SIGNIFICA che l’urgenza tanto decantata di porre in ‘stand by’ l’ente in attesa della decisione di merito non fosse in realtà poi così necessaria. In maniera volgare e diretta: se tu ente fai una delibera che io ritengo lesiva dei miei diritti io ricorro al TAR e chiedo che nel frattempo che il giudice decida la causa, il tuo atto venga sospeso. Se io ricorrente ritengo la mia pretesa fondata ho tutto l’interesse che il giudice tenga l’udienza e emetta provvedimento di sospensione. Basterebbe avere un po’ di buon senso; basterebbe guardare cosa il Tar stesso ha scritto in merito all’esito dell’udienza: RINUNCIA AL CAUTELARE. E può rinunciare a qualcosa in sede giudiziaria solo colui che ha avanzato il ricorso non di certo l’ente chiamato in causa. Considerato quanto sopra non ci sono vincitori né vinti. Queste poche righe sono dovute per diritto di informazione. Un pensiero politico può essere interpretato in vari modi. Il diritto amministrativo invece è un’altra cosa”.