“Il vescovo e l’antiquario Giuda Ciriaco, Ciriaco Pizzecolli e le origini dell’identità adriatica anconitana”

Per la serie “Pesaro Storie”, proposta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con l’Ente Olivieri- Biblioteca e Musei Oliveriani, martedì 28 marzo 2017 alle ore 17,30 presso la sala Passeri della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – 61121 Pesaro) viene presentato il volume di Giorgio Mangani “Il vescovo e l’antiquario – Giuda Ciriaco, Ciriaco Pizzecolli e le origini dell’identità adriatica anconitana”. (Il lavoro editoriale, Ancona 2016, pp. 224). L’autore conversa con Guido Arbizzoni. Il libro racconta due storie adriatiche lontane dieci secoli l’una dall’altra, ma interconnesse. La vicenda di Giuda Ciriaco, l’ebreo scopritore della croce di Cristo, poi vescovo cristiano e santo patrono di Ancona, apre una finestra sui rapporti tra cristiani ed ebrei nella Gerusalemme del V secolo ed è una delle prime testimonianze dell’impiego “politico” delle reliquie. Dal culto delle reliquie utilizzate come dono diplomatico muove anche la storia di Ciriaco Pizzecolli, mercante e antiquario di Ancona, per costruire, nella prima metà del XV secolo, l’idea della tradizione classica attraverso l’invenzione del collezionismo delle antichità. Ciriaco sostituisce le sacre reliquie cristiane con le reliquiae antiquitatis, ma con la stessa funzione: “resuscitare i morti”, come definiva la sua missione. Il suo progetto, condiviso con gli imperatori bizantini e con il cardinale Bessarione, era soprattutto politico: creare una nuova immagine all’impero d’Oriente presentandolo come erede e custode della civiltà occidentale, per sostenerne la richiesta di aiuto economico e militare contro il Turco.

Giorgio Mangani è storico del pensieri geografico e della cartografia. Tra i suoi libri: Il disegno del territorio. Storia della cartografia delle Marche (con Fabio Mariano, 1998); Il “mondo” di Abramo Ortelio. Misticismo, geografia e collezionismo nel Rinascimento dei Paesi Bassi (1998); Cartografia morale. Geografia, persuasione, identità (2006); Gherardo Cibo, dilettante di botanica e pittore di paesi (con Lucia Tongiorgi Tomasi, 2013), che nel 2014 ha vinto il premio Pasquale Rotondi.

Guido Arbizzoni, già ordinario di Filologia della Letteratura italiana e di Storia del teatro presso l’Università degli studi di Urbino, è autore di numerosissimi saggi tra i quali ricordiamo almeno L’attività letteraria in età roveresca e La magnificentia del principe, la festa, la corte e la città, in Pesaro nell’età dei Della Rovere (2001) e L’attività letteraria a Pesaro tra Barocco e Illuminismo, in Pesaro dalla devoluzione all’illuminismo (2009). È membro della redazione di numerose riviste ed è condirettore di “Studia Oliveriana”.

Ingresso libero – fino a esaurimento dei posti