Bisonni: “La Regione eviti l’inceneritore con passi concreti”

Il consigliere regionale sul tema: “In natura nulla si crea e nulla si distrugge”

Sandro Bisonni

Si riapre in questi giorni il dibattito sull’inceneritore che il decreto “Sbocca Italia” ha previsto per le Marche. La Regione si è sempre detta contraria all’inceneritore ma il tempo scorre e l’appuntamento inesorabile si avvicina sempre più. “Nel mese di ottobre 2016 ho depositato una mozione che impegna la giunta regionale a farsi capofila per la promozione di un referendum nazionale per l’abolizione dell’articolo di legge che ci impone l’inceneritore. La Regione Marche infatti non ha strumenti propri per opporsi a questo obbligo normativo, è pertanto è indispensabile togliere quel vincolo.” Parole queste del consigliere regionale Sandro Bisonni che segue da sempre e con grande attenzione questo tema. “In natura nulla si crea e nulla si distrugge, – prosegue Bisonni – pertanto tutti gli inceneritori non fanno altro che trasformare i rifiuti da solidi a gassosi realizzando in questo modo una discarica in cielo con l’aggravante che i venti sparpagliano questi rifiuti gassosi in ogni luogo. L’illusione dei filtri super tecnologici resta, appunto, una illusione. Se bruciamo 190.000 tonnellate di rifiuti quali filtri riusciranno a contenere questa massa? E’ una questione di volumi, fisica, un fatto oggettivo non discutibile. Pertanto nessun inceneritore, né grande né piccolo né tecnologicamente avanzato, eviterà di spargere i rifiuti gassosi nell’aria che respiriamo”. Questa la ricetta di Bisonni per evitare la realizzazione dell’inceneritore e scongiurare la realizzazione di nuove discariche: “Non abbiamo altra strada – afferma – che puntare sulla strategia rifiuti zero, aumentando la raccolta differenziata e soprattutto la quantità di materiale riciclato e riutilizzato, ma per fare questo occorrono investimenti; occorre costruire gli impianti per il recupero dei materiali. Per questo motivo ho chiesto al Presidente della II Commissione regionale che si occupa dei fondi europei, Gino Traversini, di puntare decisamente sul reperimento di fondi volti alla realizzazione degli impianti di recupero. La Regione non può limitarsi a dire di non volere l’inceneritore senza concretamente investire nemmeno un euro nell’impiantistica per il riciclo dei materiali. Occorre passare dalle parole ai fatti altrimenti si fa solo demagogia”.