Sant’Ippolito: “mi fascia capire”, non un errore di scrittura ma un mondo di coccole

Mi fascia capire non è un errore di scrittura ma un semplice gioco di parole per introdurre la “filosofia” del portare neonati in una sorta di fascia. I punti informativi sull’argomento partono da Sant’Ippolito e si allargano a tutto il territorio circostante. L’ideatrice di questi incontri è Enrica Pedoni, urbinate ma ora residente nel paese degli scalpellini, che, partendo dalla sua esperienza personale si è ritrovata in un vortice d’informazioni vere e false provenienti dal web che l’hanno non solo incuriosita ma anche portata a frequentare un corso a Modena, presso La scuola del Portare, proprio per approfondire l’argomento. Enrica ci apre le porte ad un mondo che non è solo una moda del momento ma un vero stile di vita, dove i piccoli si sentono coccolati come tra le braccia della madre pur lasciando, per chi li porta, la libertà di muoversi in tutta comodità. Le fasce – spiega Enrica – sono utilizzate nei 2/3 del pianeta ed una volta si utilizzavano anche da noi, poi quest’abitudine l’abbiamo persa ed ora la stiamo ritrovando. Il tessuto – continua Enrica – è appositamente studiato per tale utilizzo e non si trova in merceria. Le modelle inoltre sono un’infinità e vengono scelti in base alle proprie esigenze, sia nel tessuto che nella forma.

Ecco il perché dei punti informativi, totalmente gratuiti, la necessità di condividere la proprio sapere con le neo-mamme e dare loro una linea guida sulla scelta del prodotto da usare. Enrica svolge anche consulenze individuali e in estate organizzerà dei veri e propri corsi sull’argomento, con l’ambizione di creare una vera e propria fascioteca. Ricorda inoltre che questo modo di portare il bambino vale per tutti, dai genitori ai nonni ed è un vero e proprio mondo di coccole dove il piccolo entra in simbiosi col suo portatore sentendone il battito del cuore ed il respiro  in primis facendolo sentire al sicuro come lo era nel ventre materno. Tutti i contatti di questa intraprendente ragazza li troviamo sulla pagina facebook – LA FASCIOTECA DI ALBERTO – (dal nome del figlio, che anche se ancora piccolo ha già sperimentato la comodità di innumerevoli fasce).