Mochi: “L’entroterra sta morendo e nessuno fa nulla”

Il sindaco di Piobbico inquadra la congiuntura negativa: “Siamo un grande bacino di voti, da sempre però è stata applicata, ad arte, la politica del ‘divide et impera’… e tutti noi ci siamo cascati”                    

“L’entroterra sta morendo, è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno fa nulla per salvarlo, anzi…  – è questo l’appello del sindaco di Piobbico Giorgio Mochi – Siamo un grande bacino di voti (oltre 150 mila persone) da sempre però è stata applicata, ad arte, la politica del ‘divide et impera’… e tutti noi ci siamo cascati”. “Le istituzioni – premette Mochi – dovrebbero ricordarsi però che siamo anche una grande risorsa di storia, cultura, ambiente tradizione e, in primis, custodi del territorio”. “Vivere nell’entroterra – sottolinea il primo cittadino piobbichese – costa moltissimi sacrifici: pensate solamente alla spesa delle famiglie per mandare i figli a scuola (trasporti, permanenza fuori casa, eccetera), il disagio (quando a Pesaro piove nell’interno nevica), il riscaldamento, la sanità (solo per raggiungere gli ospedali molte persone anziane sono costrette a noleggiare auto o prendere mezzi improponibili), i trasporti, la distanza dagli uffici (Prefettura, Questura, Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, eccetera), gli ospedali, i servizi. Solamente l’amore per il proprio territorio fa continuare ad investire nell’entroterra! Dovremmo fare un monumento agli imprenditori che hanno avuto la forza di investire nell’interno, questi sono i veri ‘capitani coraggiosi’”. E cosa fanno le amministrazioni comunali? “Faccio solamente un esempio: da anni sto lavorando alla modifica di una legge ingiusta che priva i comuni dove insistono le attività estrattive dei proventi derivanti dalla coltivazione di cava. La legge 71 prevedeva infatti compensazioni per il danno ambientale subito, guarda caso però la Regione si intasca il 50% della cifra, la Provincia il 10% e al Comune rimane solamente il 40%. Ma il danno ambientale dove viene perpetrato attorno a via Gentile da Fabriano ad Ancona o nel martoriato entroterra? I comuni con quei proventi potrebbero cofinanziare progetti comunitari, mantenimento delle infrastrutture, andare incontro al disagio di molte famiglie”.