Gli occhi non hanno maschera

La musica, i dolci, la sfilata dei carri, la festa, le bombolette con la schiuma, i gadget scherzosi, le maschere. Tra qualche giorno ci saranno le feste di Carnevale, e ce ne accorgeremo dai coriandoli bagnati che chiuderanno gli spazi tra i sampietrini della piazza del paese.

Fiumi di piccole bande di supereroi che sorvegliano i vicoli del centro, mamme esauste per lo sfinimento della ricerca del vestito giusto, commercianti che vendono stelle filanti a prezzo d’oro.

La grandezza del vestito indossato è inversamente proporzionale all’età del bambino che lo porta, più è giovane e più ingombrante sarà il proprio costume.

Si passa dal travestimento di un introvabile manga giapponese (trovato poi da tutti), passando per l’onnipresente Zorro, agli immortali Batman e Spiderman, all’intramontabile punk con la cresta e le catene, alla maglietta con scritto “Quest’anno non mi vesto” indossata nella discoteca di turno.

Scegliere quale maschera indossare è da sempre una questione molto delicata e difficile, che richiede sforzo di fantasia, tempo e denaro.

Il termine latino “persona” significa “maschera” in italiano, una contraffazione del viso per renderne impossibile il riconoscimento.

Forse quei ragazzi in discoteca sanno che non serve più un costume per essere mascherati.

La maschera permette ad un attore di recitare più personaggi e ad un personaggio di essere interpretato da più attori. Un po’ come quando si scopre amaramente che qualcuno si è vestito allo stesso modo nostro.

Una maschera per dire la verità, per essere diversi almeno per un giorno, per dare un’immagine migliore o peggiore di sè, per sembrare qualcun altro o per non essere semplicemente noi stessi.

La maschera toglie ogni espressione, soffoca il respiro e imprigiona i sentimenti. E se nella vita di tutti i giorni si può cambiare maschera in ogni istante, a Carnevale se ne sceglie una per tutta la giornata. Scegliere chi essere per un giorno intero è la vera difficoltà.

E’ difficile ridere dietro una maschera che piange ed è facile piangere con addosso una maschera che ride.