Associazioni a tutela del Catria: “Il futuro è lo sviluppo dell’ecoturismo leggero”

Il progetto di spendere oltre tre milioni di euro della Regione Marche per realizzare un disboscamento di 2,6 ettari di bosco sul massiccio del Monte Catria per realizzare nuove piste da sci, rappresenta un catastrofico errore di prospettiva per lo sviluppo degli Appennini. Il progetto comprende due nuove seggiovie, un nuovo skilift, l’ampliamento delle piste, un impianto di innevamento artificiale, un impianto di illuminazione delle piste, la trasformazione della bidonvia in ovovia.
Le modifiche climatiche e la storia nivologica del Monte Catria non forniscono alcuna garanzia di avere l’innevamento necessario per giustificare il potenziamento delle attività sciistiche. I progetti in questione si vanno ad inserire in un contesto sensibile sia per la sua valenza naturalistica, sia per gli equilibri biologici e le norme vincolistiche che caratterizzano l’area: vincolo idrogeologico, area floristica, area di eccezionale valore vegetazionale paesistico-ambientale, area S.I.C. e Z.P.S., aree con dichiarazione di notevole interesse pubblico. All’interno di un sistema territoriale così delicato è necessario valorizzare l’ambiente in quanto “elemento distintivo” del territorio, garantendo al contempo la tutela e il rinnovamento delle risorse naturali e del patrimonio.
Il futuro dell’area del Catria è lo sviluppo dell’ecoturismo leggero, sostenibile, legato alla realizzazione del Parco Naturale, previsto da oltre venti anni dalla Regione Marche.
Gli obiettivi di sostenibilità turistica riguardanti l’ambiente naturale sono la salvaguardia del paesaggio e la tutela degli ecosistemi più fragili, la diversificazione di un’offerta turistica che valorizzi le altre risorse territoriali quali il patrimonio artistico, culturale e gastronomico, in modo da distribuire i flussi turistici sulle stagioni. Che valutazione è stata fatta della capacità di carico turistica?
Il potenziamento degli impianti, oltre alla distruzione del bosco, comporterebbe un aumento dell’impatto antropico ed atmosferico nelle piccole frazioni storiche di Foce e Caprile nel comune di Frontone, già parzialmente colpite negli anni passati dalla  tentata speculazione edilizia.
Spendere soldi pubblici per una prospettiva improbabile costituisce un danno all’erario di cui qualcuno dovrà rispondere.
Con quale faccia sprechiamo soldi che sarebbero più utili per soddisfare queste esigenze primarie?
Pertanto, a fronte di tale previsto sfascio ambientale, non giustificato da interesse pubblico ma con spreco di denaro pubblico,
le Associazioni Ambientaliste Marchigiane chiedono che la Provincia di Pesaro Urbino asseveri l’intero progetto in tutte le sue parti alla preventiva Valutazione di Impatto Ambientale. In quella sede ci si confronterà!

Comunicato stampa - Forum Paesaggio Marche, Italia Nostra Marche, Legambiente Marche, 
Lupus in Fabula, Pro Natura Marche, Terra Mater, WWF Marche
Alleanza delle Associazioni Ambientaliste Marchigiane