Sinistra Italiana Catria e Nerone. “La sanità nell’entroterra ha toccato il fondo: il risultato del saccheggio dei piccoli ospedali”

“Diritto alla cura ed alla salute: nell’entroterra siamo ormai al livello di guardia. Come si possono declassare ben tre ospedali, Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, azzerare i rispettivi posti letto senza aver adeguatamente incrementato la dotazione dell’ospedale di riferimento, Urbino, già da tempo in sofferenza ed ora quasi al collasso?” 

Le ultime vicende legate al settore della sanità nell’entroterra pesarese hanno alimentato una situazione già caotica. Sulla questione è intervenuta Sinistra Italiana Catria e Nerone con il responsabile Toni Matteacci (è anche assessore nel Comune di Cantiano)… “Leggiamo sbigottiti dalle cronache locali storie di anziani spostati come pacchi per decine e decine di chilometri, di forze dell’ordine chiamate nei nostri ospedali a dirimere vicende di nervosismo e rabbia tra familiari ed operatori esasperati, di novantenni costretti a subire i rischi e la mortificazione di centinaia di chilometri per una trasfusione. Queste notizie – prosegue – sono evidentemente la conseguenza del saccheggio dei piccoli ospedali e dell’impoverimento dei servizi territoriali e ben rappresentano la storia ampiamente annunciata e prevedibile delle umiliazioni inferte ai più fragili, ai più bisognosi, ma per certi aspetti anche a un intero territorio da una riforma sanitaria non solo lontana dai bisogni reali, ma addirittura confusa e penalizzante soprattutto per le popolazioni delle aree interne: popolazioni che vedono sempre più drasticamente ridotti i servizi sanitari e pregiudicato il proprio diritto alla salute. Come si possono declassare ben tre ospedali, Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, azzerare i rispettivi posti letto senza aver adeguatamente incrementato la dotazione dell’ospedale di riferimento, Urbino, già da tempo in sofferenza ed ora quasi al collasso? Come si può assistere ogni giorno a pazienti, spesso anziani e fragili, spostati da una vallata all’altra della Provincia, per km e km, in cerca di un ricovero? A nulla valgono le confuse e indefinite proposte che vedono un privato ‘salvatore’. Ma una seria politica sanitaria non può basarsi sul ‘o così o niente’”.

E aggiunge: “Diciamolo chiaramente: questa è una riorganizzazione sanitaria regionale pasticciata, indifendibile ed insostenibile sia nei principi che nelle soluzioni tecniche, e persino nei numeri. E come dimostrano i fatti persino pericolosa. E’ la sanità delle ambiguità e dei ricatti, della paura e delle opacità. Ma anche la sanità che accende un faro ed illumina una classe politica ed un’amministrazione regionale lontana dai bisogni della gente, inadeguata, insensibile al dialogo vero e alle proposte che salgono dalla cittadinanza, spesso incline a manovre divisive e ambigue promesse per portare avanti la propria distruttiva volontà di smantellamenti e privatizzazioni. E a questo proposito è sempre più drammaticamente chiara l’urgenza di una civile ma forte battaglia che unisca rispettosamente tutti i diversi comitati, gli operatori e trasversalmente partiti e cittadini per dire ‘no’ al ricatto del ‘o privato o niente’”. Matteacci torna a elencare l’esigenza dei servizi essenziali per Cagli: “Il mantenimento della piena funzionalità del Ppi H24, gestito dai medici ospedalieri, presenza della Potes con seconda ambulanza medicalizzata, presenza di entrambi i medici di continuità assistenziale per le visite domiciliari, posti di lungodegenze post acuzie, day surgery per piccoli interventi chirurgici, ambulatori specialistici, attività diagnostica, laboratorio analisi H24”.