Ospedale di Cagli, sindacati sul piede di guerra preoccupati dal privato e dalla mobilità dei dipendenti

Dopo gli interventi di politici e comitato, anche le federazioni sindacali del pubblico impiego di Cgil e Cisl fanno sentire la loro voce sul tema sanità con preciso riferimento al consigliere regionale Gino Traversini. A seguito di un’assemblea (al Celli) del personale dipendente incentrata sul presunto ingresso del privato nella gestione dei servizi e delle attività a oggi garantiti dal sistema sanitario pubblico, Cgil e Cisl hanno emesso una nota: “Nel corso dell’assemblea sono emerse tutte le preoccupazioni – si legge – lavorative e personali dei dipendenti dell’ospedale di Cagli, appesantite ancor di più dalle recenti dichiarazioni a mezzo stampa del  consigliere regionale con delega alle aree interne Gino Traversini”. I sindacalisti Lanfranco Biagiotti della Fp Cgil e Alessandro Contadini della Cisl Fp hanno chiarito come a tutt’oggi non esista alcun atto formale che chiarisca ufficialmente l’ingresso del privato all’interno del nosocomio cagliese né tantomeno quali servizi verranno affidati alla gestione privata. “L’unico atto ufficiale  – prosegue la nota – è rimasto la DGR 139/2016 che di fatto modifica gli ex ospedali di polo Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro in ospedali di comunità ovvero strutture territoriali in cui è previsto la  trasformazione dei posti letto ospedalieri in cure intermedie, la cui responsabilità organizzativa e gestionale ricade sotto i distretti sanitari. A fine 2016 i sindacati sono stati informati dal direttore di Area Vasta e dal sindaco di Cagli – prosegue – che l’Istituto Santo Stefano aveva formalmente richiesto la possibilità di utilizzare alcuni spazi al terzo piano dell’ospedale di Cagli per attività specialistica ambulatoriale non meglio specificata e trasferire 10 posti letto già accreditati dalla DGR 735/2013 a Macerata Feltria. Recentemente il consigliere regionale Traversini, a margine di una riunione con i sindaci dell’Unione montana Catria e Nerone e alla presenza del direttore di Area Vasta, ha dichiarato che conclusa “la partita” con l’Istituto Santo Stefano ci sarà un bando pubblico per assegnare al privato tutte le altre funzioni presenti nel nosocomio cagliese compresi i 35 posti letto di cure intermedie. Siamo arrivati all’assurdo. Cgil e Cisl chiedono se tali affermazioni corrispondono alle reali intenzioni della presidente/assessore e della Giunta Regionale. Sono considerazioni personali del consigliere regionale Traversini oppure prefigurano una visione politica condivisa in un futuro più o meno prossimo? Basta con le dichiarazioni fantasiose – concludono Cgil e Cisl – di affidare i dipendenti attraverso l’istituto del comando dal privato. In materia di mobilità del personale dipendente, oltre ad eventuali accordi sindacali, è sufficiente applicare quanto già previsto dal Ccnl di categoria e dal regolamento interno di Area Vasta. Cgil e Cisl chiedono al direttore di Area Vasta di chiarire una volta per tutte quali sono le reali intenzioni della Regione e dell’Asur Marche sul futuro dell’ospedale di Cagli. Dipendenti e cittadini hanno diritto di conoscere il loro futuro”.