Sanità, l’odissea di un trasferimento di un degente da Urbino a Pergola… che risiede a Sassocorvaro

La “mobilità passiva” dei cittadini è un tema di stretta attualità. Con un intervento il presidente dell’Udc provinciale Marcello Mei, riporta quanto accaduto a un cittadino alle prese con trasferimenti da un ospedale all’altro e inevitabili disagi. “I giorni scorsi un carissimo amico residente in un Comune vicino a Carpegna – afferma Marcello Mei – mi ha chiesto informazioni su dove poter alloggiare al fine di assistere un parente che stava per essere trasferito all’ospedale di Pergola.  Si tratta di un’anziana persona  ricoverata prima in cardiologia a Urbino e poi dirottata a Pergola per la degenza. Motivo? A Urbino mancavano posti letto. Mi sembrano doverose alcune considerazioni: ma non ci hanno raccontato in tutti questi anni che, se hai un problema cardiaco, nei ‘piccoli ospedali’ si rischia di morire? Perché allora il ricovero a Pergola? Evidentemente lì ci sono posti E questo degente, una volta stabilizzato, può essere curato senza rischio (alla faccia di tutte le fesserie che ci hanno raccontato sui piccoli nosocomi). Altra considerazione: chiudendo gli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro si intasano gli altri rimasti, Urbino in primis. E’ evidente. Ma i ‘rappresentanti’ del popolo in Regione si rendono conto dei disagi che tanti cittadini devono affrontare e delle spese cui vanno incontro i parenti delle persone ricoverate a decine di chilometri di distanza pur residenti nella stessa provincia? Da anni mi batto per salvare un minimo di presenza di sanità pubblica sul territorio attraverso i piccoli ospedali, ma vista la sordità di chi dovrebbe essere al servizio del popolo, a questo punto il mio è solo uno sfogo, sono considerazioni ovvie… per la gente normale. Ma per chi, ad esempio, è residente vicino a Sassocorvaro, essere trasferiti da Urbino a Pergola, è il colmo, una specie di ‘mobilità passiva’ che i cittadini subiscono impotenti e che sono costretti a sopportare  per le carenze della politica sanitaria regionale. I comuni di Acqualagna, Apecchio, Cagli, Cantiano, Frontone, Piobbico, Serra Sant’Abbondio – conclude Mei – stanno chiedendo nelle sedi istituzionali alla Regione di mantenere un minimo di servizi sanitari pubblici e di posti letto a Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro? Questa provincia è inspiegabilmente sotto la media nazionale prevista di posti letto rispetto a utte le altre delle Marche, addirittura quasi la metà nei confronti di Ancona. E’ assurdo”.