Cura dell’ambiente e del patrimonio archeologico, i risultati dei progetti terapici

Cura dell’ambiente e cura del patrimonio archeologico. Queste le direttrici lungo cui si sono sviluppati i due progetti del servizio politiche sociali della Regione Marche, svolti con il coinvolgimento di Asur e di enti pubblici e privati accreditati, illustrati oggi al tavolo della Conferenza dei capigruppo in Consiglio regionale. Progetti ergoterapici, ossia basati sull’uso terapeutico e riabilitativo del lavoro, finalizzati al trattamento e all’inclusione socio-lavorativa di persone in situazione di dipendenza patologica. “Un’occasione di ascolto – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo – e un utile momento di confronto per indirizzare l’attività del Consiglio regionale nelle politiche di settore”. “La collaborazione pubblico-privata – ha continuato Mastrovincenzo – la disponibilità di enti quali Soprintendenza e Consorzio di Bonifica Marche, l’impegno e la costanza dei ragazzi coinvolti e la passione di chi li ha seguiti, hanno permesso di conseguire ottimi risultati”.
“Portare gli ospiti delle comunità terapeutiche sul territorio, coinvolgendoli in attività socialmente utili e favorendone l’integrazione”, questo l’obiettivo, come ha spiegato Marco Nocchi, funzionario responsabile dei progetti. Complessivamente sono state coinvolte 191 persone, 86 nel progetto archeologico e 105 in quello ambientale. Nel primo caso, le attività consistevano in pulitura e manutenzione di 21 siti archeologici, nel secondo caso le attività hanno riguardato pulitura e manutenzione di fossi, aree verdi a rischio di esondazione o di dissesto idrogeologico in 44 siti coinvolti. Per queste attività, fondamentale è stata la collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e con il Consorzio di Bonifica Marche. Ieri erano presenti infatti il soprintendente Carlo Birrozzi e il presidente dell’Assemblea del Consorzio di Bonifica, Michele Maiani. Entrambi hanno espresso un parere molto favorevole sul lavoro svolto e sull’efficacia dei progetti con l’augurio che possano continuare e svilupparsi ulteriormente in futuro.
Le due esperienze progettuali hanno richiesto investimenti per 400 mila euro finanziati con fondi sanitari per l’80% e con fondi dagli enti privati accreditati per il 20%. Soddisfatti anche coloro che sono stati coinvolti in prima persona nello svolgimento delle attività, definite utili per la propria crescita personale, fondamentali per il reinserimento lavorativo e importanti per la capacità di creare relazioni con gli altri.

Comunicato stampa Consiglio regionale Marche (s.g.)