Migrante affetto da tubercolosi ha vissuto a Cagli. Udc: “Chiediamo chiarezza su casi del genere”

La notizia sul ricovero del migrante e tutt’ora in cura a Pesaro, sta creando qualche apprensione a Cagli. Sull’argomento riportiamo un comunicato della sezione Udc locale. “Premesso il doveroso ringraziamento alla stampa che ha portato a conoscenza – si legge – anche dell’opinione pubblica cagliese il caso del migrante affetto da tubercolosi nella nostra provincia, vengono di conseguenza alcune considerazioni. Come si è appreso il profugo ha vissuto dall’ottobre scorso in una struttura di accoglienza gestita da una cooperativa a Cagli e poi è stato trasferito in un appartamento a Borgo Santa Maria. Da quanto riferito, una volta riscontrati sintomi febbrili e di tosse grassa sarebbero stati fatti controlli e monitoraggi sulle persone che hanno avuto contatti con l’uomo. Ci chiediamo come tanti altri cittadini, se i controlli vengono effettuati all’arrivo e durante il soggiorno nelle strutture di accoglienza o se questo avvenga solo quando ormai eventuali patologie sono già in atto e quindi il rischio di un eventuale contagio è più alto. L’Udc di Cagli, alla luce del fatto che ci sono cooperative che hanno introiti economici da questa attività di accoglienza, si chiede se sia giusto che per finanziare sempre i soliti soggetti si espongano a possibili rischi anche la totalità dei residenti che da tale attività non traggono invece alcun vantaggio. Vorremmo da chi di competenza maggior chiarezza e informazioni più dettagliate riguardo la vicenda, le misure adottate in questo caso specifico, le misure di prevenzione eventualmente in atto normalmente. Riteniamo che informazione e prevenzione siano alla base di una corretta gestione di una attività che per forza di cose coinvolge un numero rilevante di persone”.